Le tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

Viaggiare sul Trenino Rosso del Bernina

Quando a fine giugno ho iniziato a organizzare il viaggio sul Trenino Rosso del Bernina, mi sono resa conto che la parte più difficile sarebbe stata quella di scegliere le fermate in cui scendere. Il Trenino Rosso del Bernina, uno dei viaggi in treno più emozionanti e spettacolari, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2008, collega la città italiana di Tirano con la raffinata St. Moritz, percorrendo circa 60 km. Durante questo breve tragitto nel cantone dei Grigioni, il treno, che viaggia lentamente consentendo ai passeggeri di godere del panorama circostante, attraversa diverse località affascinanti in alcune delle quali vale la pena scendere.

Il percorso del Trenino Rosso del Bernina

Munita di una mappa, ho iniziato a studiare il percorso, selezionando le fermate che più mi interessavano. Ho segnato, quindi, Alp Grüm, raggiungibile solamente con il treno, e Ospizio Bernina, il punto più elevato raggiunto dal Trenino Rosso del Bernina. Queste sono state le tappe più suggestive dell’intero tragitto e pertanto, a mio avviso, sono due fermate imperdibili. Per le altre fermate, mi sono affidata ai suggerimenti del proprietario dell’hotel di Tirano, dove abbiamo trascorso la notte precedente (e anche quella successiva) al viaggio sul Trenino Rosso del Bernina (parlo del soggiorno a Tirano, quindi in Alta Valtellina, in questo articolo). Secondo l’albergatore, altre tappe fondamentali sono Cavaglia, dove si trovano le marmitte dei giganti, e Morteratsch, da dove parte un piacevole percorso pianeggiante che consente di arrivare ai piedi di un ghiacciaio.

Giro del Trenino Rosso del Bernina

Escludendo i capolinea (Tirano in Italia e St. Moritz in Svizzera), le fermate del Trenino Rosso del Bernina sono 14, alcune delle quali su richiesta. Partendo dall’Italia, quindi da Tirano, le prime fermate, Campocologno, Campascio e Brusio (tutte e tre già in territorio svizzero), sono poco interessanti. Si tratta, infatti, di tre piccoli paesi che vi suggerisco di guardare stando comodamente seduti in treno.

A Brusio si trova il famoso viadotto elicoidale, divenuto il simbolo del Trenino Rosso del Bernina, e se siete curiosi di ammirarlo e fotografarlo dal basso, vi suggerisco di scendere a questa fermata. Si tratta di un ponte a spirale di nove campate in pietra che permette al treno di compiere un giro di 360 °C. Grazie a questa opera ingegneristica, il Trenino Rosso del Bernina può affrontare il dislivello senza l’uso della cremagliera, ed è così il treno più alto d’Europa senza l’impiego del binario dentato.

Viadotto elicoidale di Brusio fotografato dal treno

Trenino Rosso del Bernina - viadotto di Brusio

Oltrepassato Brusio, ogni tappa meriterebbe una visita e in un solo giorno, purtroppo, è impossibile riuscire a scendere a ogni fermata. È bene ricordare, infatti, che i treni regionali, quelli che vengono chiamati Trenini Rossi del Bernina, passano ogni ora (i Bernina Express, invece, vale a dire i treni panoramici, circolano con una frequenza inferiore – in questo articolo mostro le differenze tra le due tipologie di treno, nonché parlo degli orari di viaggio). Il primo treno regionale parte da Tirano alle 7:41, mentre l’ultimo treno regionale in partenza da St. Moritz e diretto a Tirano parte alle 16:48. In neanche 10 ore, come è immaginabile, non è possibile scendere a ogni fermata, pertanto è necessario fare delle scelte e selezionare con cura, in base ai propri interessi, le tappe in cui fermarsi.

Il nostro viaggio sul Trenino Rosso del Bernina

Avendo a disposizione solamente un giorno, abbiamo voluto ottimizzare al meglio i tempi, prendendo il primo treno in partenza da Tirano. La sveglia, dunque, quella calda mattina di luglio, è suonata molto presto e alle 7:30, dopo un’abbondante colazione in hotel, eravamo già seduti in una carrozza di II classe sul Trenino Rosso del Bernina.

Imprevisto in viaggio:

L’emozione e l’adrenalina sono svaniti nel momento in cui il controllore si è avvicinato e ci ha comunicato con disinvoltura che a causa di un guasto sulla linea la tratta da Poschiavo a Pontresina (praticamente il tragitto più suggestivo dell’intero viaggio) era soppressa e il mezzo di sostituzione era un mero autobus di città. Non potete immaginare la mia delusione: stavo per realizzare un viaggio che sognavo da anni e pochi minuti prima della partenza mi è stato detto che non era più possibile farlo. Abbiamo riflettuto su cosa fare: rinunciare al viaggio oppure farlo lo stesso anche se in un bus? Abbiamo scelto di rimanere a bordo e, seppur un po’ amareggiati, siamo partiti da Tirano alle 7:41 come da programma. Con il senno di poi, penso, per fortuna che abbiamo deciso di partire.

I tappa: Miralago

Oltrepassate le stazioni di Campocologno, Campascio e Brusio, siamo scesi a quella di Miralago (fermata su richiesta), che non era nei nostri piani. Si è rivelata, tuttavia, una sosta interessante, e pertanto vi suggerisco di prenderla in considerazione. Una volta scesi dal treno, siamo rimasti incantati dal panorama: un ampio specchio d’acqua in cui si riflettono alte montagne. Si tratta del Lago di Poschiavo, immerso nella Val Poschiavo, a quota 1.000 metri. Questo bacino lacustre si è originato in seguito a una frana e oggigiorno, ormai da più di un secolo, è sfruttato per la produzione di energia elettrica. Abbiamo percorso il sentiero che costeggia parte del lago, seguendo i binari del Trenino Rosso del Bernina, concedendoci, così, una piacevole camminata rilassante, godendoci la tranquillità e la bellezza del lago, fino ad arrivare a Le Prese, dove siamo saliti su un altro treno regionale.

Il percorso pianeggiante che collega Miralago a Le Prese è lungo poco più di 3 km, pertanto il tempo di percorrenza a piedi è di circa 40 minuti. Sia Miralago che Le Prese si presentano come due località tranquille; due luoghi di villeggiatura in cui rilassarsi facendosi cullare dal costante rumore dell’acqua e dal cadenzato fischio del treno.

Il sentiero lungolago che collega Miralago a Le Prese

tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

Il Lago di Poschiavo

Lago di Poschiavo, Bernina

II tappa: Ospizio Bernina

Dopo la camminata lungolago, arrivati a Le Prese, siamo saliti nuovamente sul trenino, che attraversa il centro del paese. Purtroppo, a causa del guasto sulla linea ferroviaria di cui vi accennavo prima, siamo stati costretti a scendere alla fermata successiva, quindi a Poschiavo, dove abbiamo preso l’autobus sostitutivo del Trenino Rosso del Bernina. Abbiamo, così, perso le fermate di Cavaglia e di Alp Grüm, quest’ultima raggiungibile solo con il treno, e siamo scesi a Ospizio Bernina, a quota 2.253 metri.

Si tratta del punto più elevato che raggiunge il Trenino Rosso del Bernina e a mio avviso di una delle tappe più spettacolari: quello che si mostra davanti a voi, infatti, è un paesaggio da cartolina, che sembra quasi disegnato. Un ampio lago dall’acqua color azzurro polvere, il Lago Bianco, è circondato da alte montagne dalle cime innevate, e i prati verdi invogliano a imboccare il sentiero che fiancheggia i binari, quindi il lago.

Il sentiero lungo il Lago Bianco

Tappe più belle Bernina

Dalla stazione di Ospizio Bernina, che prende il nome dall’edificio Ospizio, oggi rifugio, si gode di una graziosa vista non solo sul Lago Bianco, ma anche sul piccolo bacino lacustre, chiamato, in contrapposizione al primo, Lago Nero. Si tratta di due laghi ben diversi fra loro non solo per il colore della loro acqua: il Lago Bianco, infatti, è un lago artificiale caratterizzato da un’acqua dal colore lattiginoso (questo per la quantità del minerale limo che contiene), alimentato dai ghiacciai. Il Lago Nero, invece, molto più piccolo rispetto al Lago Bianco, è alimentato da ruscelli che non contengono l’acqua dei ghiacciai. Pertanto il colore della sua acqua non è lattiginoso come quella del Lago Bianco, ma è blu scuro.

Curiosità: peccato che lo abbia scoperto solamente una volta rientrata a casa, ma tra il Lago Bianco e il Lago Nero si trova un cartello che indica lo spartiacque tra il Mar Adriatico e il Mar Nero: da un lato, infatti, l’acqua scende verso sud, riversandosi nell’Adda, affluente del Po. Dall’altro, invece, il corso d’acqua si immette nel fiume Inn, principale affluente del Danubio, che dopo un percorso lungo quasi 3.000 km sfocia nel Mar Nero.

Importante: anche se visitate Ospizio Bernina in estate, ricordatevi di portare una giacca a vento. Ad alta quota, nei mesi estivi, le temperature potrebbero essere fredde.

Il Lago Bianco a Ospizio Bernina

Ospizio Bernina - fermate più belle

Lasciata la stazione di Ospizio Bernina, ci siamo incamminati lungo il sentiero che fiancheggia il Lago Bianco, in direzione di Alp Grüm, distante circa 8 km. Non potendo raggiungere Alp Grüm, considerata una delle tappe più belle, in treno, abbiamo deciso di raggiungerla a piedi. Il percorso non è pianeggiante – da quota 2.253 si arriva a quota 2.091 – pertanto consiglio di indossare delle scarpe da trekking o addirittura gli scarponcini.

Proprio come quella di Miralago, seppur per certi aspetti diversa, anche la camminata verso la stazione di Alp Grüm è stata rilassante e rigenerante. Abbiamo camminato a stretto contatto con la natura, godendoci pienamente il profumo degli abeti e il silenzio che caratterizza l’alta quota. E dopo circa due ore di camminata, siamo arrivati al Ristorante Alp Grüm giusto in tempo per il pranzo.

Il sentiero che collega Ospizio Bernina ad Alp Grüm

Tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

III tappa: Alp Grüm

Il Ristorante Alp Grüm, aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 18:00, offre i piatti tipici della cucina svizzera, in modo particolare quelli della tradizione del cantone dei Grigioni, come, per esempio, la zuppa alla grigionese, che vi consiglio. Si tratta di un’appetitosa zuppa a base di orzo, carne e verdure. Altrettanto saporito è il bratwurst con salsa di cipolle e patate rösti, altra pietanza che vi suggerisco di assaggiare se visitate la Svizzera.

Nota bene: il Ristante Alp Grüm, che dispone anche di un paio di camere, accetta sia contanti (Euro e Franchi Svizzeri), che carte di credito e bancomat.

Se la giornata lo permette, vi consiglio di mangiare nell’ampia terrazza, da cui si gode di un’ottima vista sulla Val Poschiavo, quindi in lontananza si intravede il Lago di Poschiavo. Altrettanto suggestiva è la vista sulla stazione di Alp Grüm, oltre la quale spicca il maestoso ghiacciaio Palü, che sfiora i 4.000 metri. Il bacino d’acqua azzurra che si intravede alle spalle della stazione è il Lago Palü, alimentato dall’omonimo ghiacciaio.

Bratwurst con salsa di cipolle e patate rösti

Tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

La stazione di Alp Grüm e la montagna di Piz Palü

Tappe più belle del Trenino del Bernina

Talmente piacevole era la vista dalla terrazza del ristorante e talmente gustosi erano i piatti che stavamo mangiando, che ci eravamo dimenticati dell’inconveniente della mattina. Quindi, nonostante l’imprevisto del guasto sulla linea ferroviaria, eravamo soddisfatti di come stava proseguendo la nostra gita. Terminato di pranzare, abbiamo scoperto che il guasto era stato risolto e che quindi il Trenino Rosso del Bernina aveva ripreso a circolare. Ci siamo, dunque, incamminati verso la stazione di Alp Grüm, dove abbiamo preso il treno diretto a St. Moritz.

Curiosità: sulla stazione di Alp Grüm, che funge anche da rifugio, si può notare una scritta in lingua giapponese. Questo perché dal 1979 la Ferrovia Retica (la compagnia che gestisce le ferrovie nel cantone dei Grigioni) è gemellata con la ferrovia giapponese Hakone-Tozan, molto simile a quella del Bernina. Anche questo sembra essere un viaggio su rotaia molto suggestivo, soprattutto nei mesi di giugno e luglio, quando le ortensie in fiore decorano il percorso dei binari, e a ottobre e novembre, quando i boschi si tingono di rosso.

IV tappa: Morteratsch

Solo per mancanza di tempo, abbiamo rinunciato alle fermate di Bernina Lagalb e Bernina Diavolezza e abbiamo deciso di proseguire verso Morteratsch. Sicuramente, se rifacessi il viaggio sul Trenino Rosso del Bernina o viaggiassi per queste zone in auto, farei una sosta sia a Bernina Laglb che a Bernina Diavolezza: da entrambe le stazioni partono due funivie che portano i turisti a 3.000 metri. Sulla cima di Diavolezza, poi, si trova un’attrazione molto particolare: una Jacuzzi all’aperto circondata dalle vette innevate. Un’esperienza da provare prima o poi!

Poco prima della fermata di Morteratsch, dal treno, si vede Pizzo Bernina (Piz Bernina in tedesco), la cima più elevata delle Alpi Retiche occidentali – supera, infatti, i 4.000 metri – che ha dato il nome alla linea ferroviaria. Lungo il fianco della cima di Piz Bernina e di Piz Morteratsch, si trova il ghiacciaio di Morteratsch, raggiungibile con una piacevole camminata di circa un’ora partendo dalla stazione omonima.

Il ghiacciaio di Morteratsch, a quota 2.477 metri

Tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

Una volta scesi dal treno (Morteratsch è una fermata su richiesta), abbiamo imboccato il sentiero pianeggiante che conduce ai piedi del ghiacciaio di Morteratsch. Il percorso, adatto anche ai camminatori poco esperti e ai bambini, fiancheggia un torrente che è alimentato proprio dalle “lacrime” del ghiacciaio. E sono proprio queste lacrime il filo conduttore del percorso didattico: lungo il tragitto, infatti, sono stati posizionati dei cartelli esplicativi che mostrano il progressivo scioglimento di questa immensa massa di ghiaccio. Incredibile da credere, ma neanche 150 anni fa il ghiaccio arrivava fino a dove oggigiorno si trova la stazione di Morteratsch, distante, ora, 3 km dal ghiacciaio stesso.

Difficile non rimanere impressionati dalla velocità con cui il ghiacciaio sta gradualmente scomparendo. Una frase, posta all’ingresso del percorso, mi ha colpito e voglio condividerla con voi: “Chi pensa che un ghiacciaio sia immobile dovrebbe pensare lo stesso della lancetta dei minuti dell’orologio. Concetti come ghiaccio eterno potete dimenticaveli all’istante. Questo perché il ghiacciaio è un luogo dinamico. È in costante movimento!

Nota bene: per raggiungere il ghiacciaio si impiega circa un’ora, per cui per l’intera escursione occorre calcolare un tempo minimo di due ore.

La moderna istallazione, chiamata “la lacrima del ghiacciaio”, posta all’ingresso del percorso

Tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

Dove arrivava il ghiacciaio nel 2000

Tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

V tappa: St. Moritz

Era ormai pomeriggio quando abbiamo lasciato Morteratsch per risalire sul Trenino Rosso del Bernina. Direzione: St. Moritz. È il capolinea svizzero della tratta Tirano – St. Moritz del Bernina e per la maggior parte dei turisti St. Moritz è conosciuta e apprezzata per le sue boutique, i suoi grandi hotel e i suoi impianti sciistici. Non a caso, in questa rinomata città svizzera, si sono tenute due edizioni dei Giochi olimpici invernali: quella del ’28 e quella del ’48.

Siamo arrivati a St. Moritz alle 16:00 e siccome l’ultimo treno per rientrare a Tirano partiva alle 16:48, ci siamo concessi una veloce camminata lungolago. Complici, però, il poco tempo a disposizione e il cielo che pian piano si stava incupendo, la cittadina mi ha poco convinto. Dovrei tornarci e trascorrerci qualche giorno, forse, per apprezzarla e viverla pienamente.

Alle 16:48, in perfetto orario svizzero, il Trenino Rosso del Bernina ha lasciato la stazione di St. Moritz e dopo circa due ore e mezza di viaggio siamo arrivati a Tirano, stanchi (in totale, quel giorno, abbiamo percorso circa 20 km), ma anche tanto felici.

Se potessi rifarlo

A causa del guasto iniziale sulla linea ferroviaria, abbiamo dovuto rivedere il nostro itinerario, ma nonostante questo imprevisto siamo rimasti più che soddisfatti del nostro viaggio in giornata sul Trenino Rosso del Bernina. Se potessi rifarlo, però, credo che non scenderei a St. Moritz e impiegherei quel tempo per visitare le marmitte dei giganti di Cavaglia.

I paesaggi visti sono stati talmente belli che ora ho la curiosità di rivederli in altre stagioni, come in autunno, per esempio, o in inverno. Chissà, magari in futuro viaggerò di nuovo sul Trenino Rosso del Bernina, per ora, però, posso dirvi che sto sognando un viaggio on the road nel cantone dei Grigioni, un paradiso per chi, come ma, ama la natura.

Bernina Express

Vi saluto con questa immagine scattata a Ospizio Bernina, una delle tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina. Riuscite a percepire la bellezza e la quiete di questo posto?

Con affetto,

Valentina

17 thoughts on “Le tappe più belle del Trenino Rosso del Bernina

  • settembre 17, 2021, 8:29 am

    Fare un viaggio sul trenino rosso del Bernina penso sia il desiderio di tanti viaggiatori, e anche il mio! Purtroppo da Roma non mi è così facile raggiungerlo, ma un giorno o l’altro ce la farò! Grazie per i tuoi consigli che sono molto utili per cogliere il meglio di questo itinerario così suggestivo, ancora più immagino se fatto in inverno!

    • settembre 18, 2021, 8:40 am

      Effettivamente partendo da Roma non è molto comodo, ma potresti pensare di allungare il tuo soggiorno al nord scoprendo l’Alta Valtellina (Bormio, Livigno, Sondrio) o addirittura il cantone dei Grigioni. Questa parte di Svizzera è ricca di scenari unici. Stupendi in qualsiasi stagione 🙂

  • settembre 17, 2021, 9:16 am

    Ho preso diverse volte il trenino del Bernina ma sai che non avevo mai valutato di scendere alle varie tappe? Lo vedevo più come un viaggio e basta. La prossima volta aggiungerò sicuramente qualche sosta. Ottimo consiglio!!

    • settembre 18, 2021, 8:41 am

      Davvero? Quindi partivi da Tirano e andavi dritto a St. Moritz?
      Assolutamente Fabio ti consiglio di scendere a qualche fermata la prossima volta che viaggerai sul Trenino Rosso del Bernina 🙂

  • settembre 17, 2021, 10:28 am

    Mamma mia che panorami. Ho cominciato quest’anno ad esplorare anche quella zona e devo dire che i panorami sono proprio mozzafiato. Che peccato per l’inconveniente del bus, ma dalle foto direi che comunque ne è valsa la pena 🙂

    • settembre 18, 2021, 8:42 am

      Fortunatamente il guasto sulla linea si è risolto e abbiamo preso il bus solamente la mattina. Poi per tutto il pomeriggio abbiamo viaggiato in treno 🙂

  • settembre 17, 2021, 11:00 am

    Che peccato per l’imprevisto, ammetto che mi sarebbero saltati i nervi se fosse successo a me, ma comunque sono luoghi pazzeschi che meritano di essere visti, quindi complimenti per aver mantenuto la calma (io non ne sarei in grado!) e grazie per aver condiviso con noi questa meraviglia!

    • settembre 18, 2021, 8:43 am

      Fortunatamente il guasto alla linea è stato risolto e quindi nel pomeriggio siamo riusciti a prendere il Trenino Rosso del Bernina 🙂 Purtroppo gli imprevisti capitano… per fortuna che questo è stato risolto in poco tempo.

  • settembre 17, 2021, 3:34 pm

    Ho letto con molto interesse il tuo articolo. Infatti è da molto tempo che sogno di fare un giro sul trenino rosso del Bernina, e spero di riuscire a realizzare questo progetto questo autunno.

    • settembre 18, 2021, 8:44 am

      Te lo auguro! È un viaggio incredibile. Un’esperienza unica che consiglio a tutti coloro che amano la montagna.

  • settembre 18, 2021, 11:52 pm

    Amo questi tipi di viaggi slow e, dai paesaggi incredibili che vedo nelle tue foto, penso che metterò il trenino rosso tra le cose da fare almeno una volta nella vita!

    • settembre 28, 2021, 7:48 am

      È stato uno dei viaggi più entusiasmanti. Ti auguro di farlo prima o poi.

  • settembre 19, 2021, 5:54 pm

    Hai scelto proprio delle ottime tappe da vedere con il Trenino del Bernina! Hai saputo spaziare dalla natura alla città senza perderti paesaggi unici che forse non ci si aspetterebbe dalla Svizzera! Bellissimo itinerario!

    • settembre 28, 2021, 7:49 am

      Ti ringrazio Eliana. La Svizzera è ricca di paesaggi naturali meravigliosi!

  • settembre 24, 2021, 12:47 pm

    Mi ha fatto sorridere leggere il tuo articolo e vedere il percorso del Trenino d’Estate… io l’ho fatto a Marzo, quando ancora c’era tutta la neve su ed i paesaggi erano bianchissimi. Pensa che il lago Bianco non si vedeva perchè sotto neve e il lago a Sain Moritz era totalmente congelato e si poteva camminare sopra… bellissimi ricordi! Vorrei rifarlo, magari in Primavera, dev’essere decisamente meraviglioso

  • settembre 26, 2021, 2:48 pm

    Un vero peccato che, per un viaggio che avevi desiderato così tanto, ci sia stato quel contrattempo a causa del guasto sulla linea da Poschiavo a Pontresina però devo dire che le tappe che hai visitato mi hanno entusiasmata molto. L’itinerario è molto spettacolare e coinvolgente e mi è piaciuta molto l’idea dche si possa scendere e risalire sul trenino Rosso del Bernina per proseguire il viaggio a piacimento. Sono rimasta invece interdetta, quasi sconcertata nel vedere la foto che ritrae il punto in cui arrivava il ghiacciaio di Morteratsch nel 2000, mi ha fatto venire in mente un recente rapporto di Legambiente in cui si parlava dell’impatto antropico sulla terra. Ti auguro di poter ripetere questa bellissima esperienza, magari sotto la neve. Che ne dici?

  • settembre 28, 2021, 9:37 am

    Cara Valentina, sto proprio per organizzare un viaggio sul Trenino Rosso del Bernina che è nella mia lista dei desideri da tanto tempo. Grazie davvero per le preziosissime informazioni di cui terrò conto; alla luce delle tue considerazioni penso di fare una tappa intermedia e seguire il percorso in due giorni in modo da godermi tutti i paesaggi.

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