L’uomo del labirinto: un perfetto thriller psicologico

L'uomo del labirinto, Donato Carrisi

Qualche giorno fa, dopo aver terminato La scomparsa di Stephanie Mailer, un intrigante romanzo giallo del famoso scrittore svizzero Joël Dicker, sentivo il bisogno di leggere un altro libro altrettanto ricco di suspence per provare quelle emozioni e quel pizzico di inquietudine e di terrore che spesso solamente un buon romanzo giallo o thriller sa regalarmi. Sono entrata, così, nella mia libreria di fiducia in centro a Modena e ho esaminato il reparto delle “novità” in cerca di qualche libro dalla trama suggestiva. Dopo un’attenta analisi – potrei perdere ore all’interno di una libreria – la mia attenzione è caduta su un libro dalla copertina rigida e scura in cui compaiono due volti di attori di fama internazionale: Dustin Hoffman e Toni Servillo. Incuriosita, ho iniziato a leggere la trama e sono così uscita dalla libreria con L’uomo del labirinto di Donato Carrisi.

“L’uomo del labirinto”: la trama

Il romanzo ruota attorno al ritrovamento di Samantha Andretti, scomparsa misteriosamente quindici anni prima. La riapparizione di Sam, ritrovata nuda, ferita e traumatizzata, è altrettanto misteriosa. La giovane donna, ormai ventottenne, è confusa e non sa spiegare dove sia stata per quindici anni. Viene, dunque, ricoverata in ospedale nel reparto ustionati e seguita da un profiler, il dottor Green, che prova ad aiutarla a superare il trauma, cercando di entrare nella sua mente, conducendola a parlare della sua lunga prigionia e soprattutto del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto.

“Green sembrava soddisfatto. «Andremo per gradi» premise. «La memoria di una persona è uno strano meccanismo. Non è come questo registratore, non basta rimandare indietro il nastro per riascoltare. Anzi, molto spesso i ricordi vengono incisi l’uno sull’altro e si confondono fra loro. Oppure la registrazione non è completa o ci sono buchi o difetti: la mente li ripara a modo suo, mettendoci toppe che sono in realtà falsi ricordi e possono confondere. Per questo è necessario adottare alcune regole per distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. Finora è tutto chiaro?» Annuí. Green attese qualche istante prima di proseguire. «Adesso, Sam, voglio che torni con me nel labirinto.»

Parallelamente il lettore legge anche un’altra storia, quella di Bruno Genko, un bizzarro investigatore privato che quindici anni prima si era occupato con scarsi risultati della scomparsa di Samantha. Nonostante l’obiettivo sia lo stesso – catturare l’Uomo del Labirinto, un pericoloso psicopatico – si legge lo sviluppo di due indagini diverse: quella del profiler, che si concentra sulla mente di Samantha, e quella dell’investigatore privato, che con i suoi mezzi, non sempre ortodossi, cerca il mostro altrove, muovendosi in uno spazio che volontariamente non viene precisato dall’autore.

Elementi curiosi del romanzo: l’ambientazione e il tempo

Dal momento che Travelling with Valentina è prima di tutto un blog di viaggi, ci tengo ad offrire ai miei lettori degli articoli in cui compaiono descrizioni, informazioni o semplicemente cenni su città, paesi o luoghi anche quando racconto e recensisco un libro. Presentandovi Un messaggio dagli spiriti di Agatha Christie, per esempio, ho colto l’occasione per parlarvi di Dartmoor, la brughiera inglese in cui si svolge l’ingarbugliata vicenda narrata dalla regina del giallo (seguendo questo link potete leggere l’articolo). Per quanto riguarda L’uomo del labirinto, invece, non posso fare altrettanto, in quanto l’autore ha deciso di ambientare la sua storia in un luogo indefinito. Non vi è, infatti, nessun accenno a città, regioni o Paesi. Non si sa nemmeno in che Stato si svolge l’intreccio.

“Aveva lasciato la città per recarsi nell’interno, verso la zona delle paludi. Man mano che si allontanava dalla costa , il caldo si faceva più opprimente.”

Leggendo questa frase estrapolata dal romanzo, potete notare quanto sia vago l’autore in merito ai luoghi in cui si sviluppa la storia. Nomina una città, delle paludi, una costa, ma non va oltre. Altrettanto curioso e bizzarro è il meteo: viene descritta un’ondata di caldo anomalo che travolge e scombussola la vita degli abitanti. Una sorta di “estate apocalittica”, come viene descritta nel romanzo, che spinge il lettore a chiedersi se ciò che sta leggendo è davvero reale oppure no.

“A causa delle temperature proibitive, le autorità erano state costrette a ricorrere a misure straordinarie al fine di salvaguardare la salute dei cittadini. Si raccomandava alla popolazione di dormire di giorno e di uscire di casa soltanto nelle ore notturne. Per facilitare la transizione, erano stati modificati i turni di servizio di polizia, vigili del fuoco e personale ospedaliero. Gli uffici pubblici aprivano nel tardo pomeriggio per chiudere all’alba. […] Col calare del sole, tutti sbucavano fuori dai nascondigli, come topi. Da circa una settimana, le giornate cominciavano al tramonto.”

Confesso che questi due elementi, da un lato un’ambientazione indefinita e dall’altro una condizione meteorologica quasi surreale, inizialmente mi hanno un po’ lasciata perplessa. Una volta terminato il romanzo, però, ho avuto come l’impressione che questa imprecisione geografica e questo meteo quasi assurdo fossero indizi fondamentali da non sottovalutare per giungere a una possibile interpretazione dell’epilogo, tutt’altro che scontato e comprensibile.

Altrettanto curioso, infatti, è il finale. Non svelo troppo perché non voglio anticiparvi nulla, vi dico soltanto che quando sono arrivata a leggere l’ultima pagina, ho faticato a credere che il romanzo fosse finito. Ho riletto l’ultimo capitolo un paio di volte, in cerca di quel particolare che ero sicura mi era sfuggito, per poi capire che quell’indizio tanto importante si trova, molto probabilmente, disperso nel romanzo chissà dove. Un finale, dunque, dalle molteplici interpretazioni.

Dal romanzo al film

Il 30 ottobre uscirà al cinema la trasposizione cinematografica di questo romanzo – Toni Servillo interpreta l’investigatore Bruno Genko, mentre Dustin Hoffman il dottor Green – e la curiosità di vedere proiettata sul grande schermo questa storia dal finale originale è tanta. Sicuramente, prima di quella data, proverò a rileggere L’uomo del labirinto. Il libro, pur constando di quasi 400 pagine, si legge tutto d’un fiato (io l’ho divorato in due giorni). La narrazione, nonostante vi siano alcuni flashback, è scorrevole. I colpi di scena, poi, sono semplicemente formidabili; alcuni mi hanno letteralmente scossa, procurandomi addirittura la pelle d’oca.

Ciò che ho apprezzato di questo romanzo, oltre alla trama, ai personaggi e alla suspense presente già nel primo capitolo, è la sottile analisi della mente umana, elemento imprescindibile trattandosi di un thriller psicologico, che viene presentata al lettore pagina dopo pagina. Interessante, poi, è anche la breve riflessione sull’identità del mostro a cui la polizia, l’investigatore privato Genko e il profiler Green danno la caccia:

«È strano» commento l’investigatore privato. «Cosa?» chiese Berish. «Vedere il mostro con le sembianze di un bambino…» «Non lo chiami così, sarebbe un grave errore» lo ammonì l’altro. «La mia amica Mila lo ripete sempre… Loro non sanno di essere mostri, pensano di essere persone normali. Se cerca un mostro, non lo troverà mai. Se invece pensa a lui come a un uomo comune, come me o come lei, allora ha qualche speranza.»

“Ora che sapeva com’era fatto, il mostro le appariva ancora più mostruoso. Perché il pensiero che un uomo tanto normale celasse in sé una simile malvagità era peggio di qualunque incubo. I mostri, come quelli delle fiabe, erano talmente orripilanti da generare nelle vittime l’utopia di poterli sconfiggere. Invece, con un essere tanto banale non poteva esserci speranza di salvezza.”

Perché vi consiglio “L’uomo del labirinto”

Perché si tratta di un thriller psicologico meraviglioso, per nulla banale, che potrà piacervi oppure no (ho letto un paio di recensioni negative dovute proprio all’incomprensione del finale), ma che indubbiamente vi sconvolgerà, procurandovi una serie di emozioni, di paure e di brividi a mio avviso difficili da dimenticare.

Sul mio comodino attualmente ci sono tre libri: L’uomo del labirinto – è troppo presto per riporlo in qualche scaffale della mia libreria e il desiderio di rileggerlo è tanto – e due romanzi acquistati l’altro giorno. Sabato pomeriggio, infatti, sono andata nuovamente in libreria e ho comprato Il suggeritore, pubblicato nel gennaio 2009, e La ragazza nella nebbia, pubblicato nel novembre 2015. Entrambi i romanzi sono di Donato Carrisi. Questo scrittore di fama internazionale mi ha semplicemente conquistata.

Valentina

15 thoughts on “L’uomo del labirinto: un perfetto thriller psicologico

  • ottobre 1, 2019, 9:23 am

    La trama è interessante, ma devo dire che mi disturba il fatto che non ci sia un luogo specifico di ambientazione, anche se inventato!

    • ottobre 1, 2019, 9:26 am

      Inizialmente “disturbava” anche me, ma poi ci fai un po’ l’abitudine. Comunque Francesca te lo consiglio.. è davvero un romanzo formidabile!

  • ottobre 1, 2019, 9:27 am

    Sai che non ho ancora letto nulla di Carrisi? Ho messo diversi libri nel carrello, ma ancora non li ho scaricati. Forse potrei cominciare proprio da questo, ambientato “non si sa dove”, per vedere se è il mio genere di lettura. Ottime informazioni a riguardo, mi hai incuriosita.

    • ottobre 1, 2019, 10:40 am

      Grazie Annalisa, poi fammi sapere! Se ti piace il genere thriller, con questo di certo non sbagli!

  • ottobre 1, 2019, 10:33 am

    Avevo letto il primo romanzo di Carrisi, “il suggeritore” e devo dire che la sua narrazione incalzante mi ha davvero coinvolto. Sono scura che questo romanzo sia molto coinvolgente, proverò a leggerlo prima dell’uscita del film che dati i protagonisti si annuncia bello “tosto”

    • ottobre 1, 2019, 10:39 am

      “Il suggeritore” lo sto leggendo ora e già mi ha preso parecchio… se potessi lo finirei oggi stesso. Ti consiglio “L’uomo del labirinto” allora… alcuni lettori mi hanno detto che si comprende ancora meglio il finale se uno ha già letto “Il suggeritore”!

  • ottobre 2, 2019, 10:29 pm

    io adoro i thriller e la psicologia questo è davvero un mix perfetto di lettura per me e anche per mia mamma, ottimo consiglio un regalo da mettere sotto l’albero per lei che passerà a me da leggere

    • ottobre 7, 2019, 10:16 am

      Che bello che già pensi ai regali di Natale – effettivamente manca poco!! Sono contenta di averti dato, quindi, un bel consiglio

  • ottobre 3, 2019, 5:54 am

    Donato Carrisi, secondo me, è davvero uno scrittore di gran talento e i suoi libri mi piacciono moltissimo.

    • ottobre 7, 2019, 10:15 am

      Io l’ho scoperto da poco! Ora sto leggendo “Il suggeritore” 🙂

  • ottobre 3, 2019, 7:34 am

    La tua descrizione mi ha intrigato e mi ha fatto venire voglia di leggere il libro. Non sono un’amante dei Thriller psicologici. Almeno, non lo sono stata per molto tempo. Ma recentemente ho scoperto che mi piacciono e sto cominciando ad approcciarli.

    • ottobre 7, 2019, 10:14 am

      Allora cara ti consiglio assolutamente questo di Carrisi… ti terrà con il fiato sospeso!

  • ottobre 25, 2019, 7:04 am

    Adoro i thriller e da qualche giorno ho sul comodino l’ultimo libro di Jo Nesbø nell’attesa di finire il libro che sto leggendo. Anche a me piace molto immaginare il luogo in cui è ambientato un libro e infatti un paio di mesi fa ho letto Un messaggio dagli spiriti e ti confesso di aver pensato di organizzare un viaggio da quelle parti ; ) Per questo mi dispiace un po’ quando non si capisce bene dove sia ambientato un romanzo. Ma la trama de L’uomo del labirinto mi sembra molto avvincente quindi lo metto nella wishlist di Amazon!

  • ottobre 25, 2019, 3:56 pm

    Io sono sempre alla ricerca di nuovi libri da mettere sul comodino, non mi bastano mai! Ed il thriller psicologico è per me il genere migliore, sia per i libri che per i film. E non avendo mai letto nulla di questo autore, credo proprio che nel weekend mi farò un giro in biblioteca!

  • novembre 8, 2019, 3:47 pm

    Adoro i thriller psicologici e i libri di Carrisi mi piacciono molto. Ne ho letti diversi tra cui questo. Scrive bene e riesce a creare scenari intriganti e mai banali, non si vede l’ora di scoprire quello che accade dopo.
    E’ un po’ un peccato non sapere dove sono ambientati i libri perchè solitamente mi piace immaginare i luoghi in cui sono ambientate le storie di cui sto leggendo… ora ho imparato a immaginare questi posti anche se non sono specifici. Bell’articolo!

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