Quattro libri per viaggiare con la mente

Inghilterra - Bourgh Island

Quattro libri da leggere, quattro luoghi da scoprire

Ecco il secondo articolo dell’iniziativa dei consigli di lettura in occasione della Giornata mondiale del libro. Dopo avervi parlato brevemente di questa ricorrenza e aver lasciato la parola a Gianluca, Alessandra e Roberta, che hanno presentato tre libri ambientati in Italia, nonché le tre località in cui le trame si svolgono (potete leggere il primo articolo seguendo questo link), è il turno di Antonella, Martina, Maria Grazia e Camilla: quattro instancabili viaggiatrici con una grande passione per la lettura.

Ognuna di loro ha recensito un libro ambientato all’estero, quindi con Antonella conosceremo la poco nota isola di Guernsey; con Martina andremo alla scoperta della Berlino della seconda metà del secolo scorso; con Maria Grazia viaggeremo in Kenya, per gustare odori e suoni di questo Paese africano; e infine con Camilla andremo dall’altra parte del mondo, in Australia, per addentraci nel selvaggio outback.

1) Una storia di lealtà e di amore per i libri

Antonella, curatrice del blog I viaggi dell’Anto, presenta Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer & Annie Barrows (2008)

Luogo: isola di Guernsey, Regno Unito

Amazon.it: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey - Shaffer, Mary Ann, Barrows, Annie, Mora, Bruna, Scocchera, Giovanna, Rinaldi, Eleonora - Libri

Un titolo così non poteva non incuriosirmi! Ma a parte immaginare che sapore potrà avere una torta di bucce di patata, mi sono immediatamente chiesta dove mai potesse trovarsi Guernsey. 

Ho dovuto aprire l’atlante (sì, quello di carta, che profuma di scuola e di viaggi) per scoprire che questa minuscola isola si trova nel Canale della Manica. E che pur essendo britannica è praticamente di fronte alla Normandia. Subito si è accesa la lampadina della viaggiatrice, curiosa di scoprire un luogo nuovo di cui non conoscevo neppure l’esistenza.

Siamo nel 1946: Juliet è una giornalista e vive a Londra.  Dopo aver raccontato quasi con ironia gli anni della guerra, cerca ispirazione per il suo nuovo libro. Un giorno riceve la lettera di un abitante di Guernsey che ha acquistato un volume che le era appartenuto. Fra i due inizia una fitta corrispondenza. Incuriosita dal racconto del gruppo di lettura, della torta e di tutto il resto, Juliet decide di partire per raggiungere l’isola e raccontare la storia del Club. Al suo arrivo incontrerà una certa reticenza da parte dei componenti del gruppo, che sembra vogliano proteggere qualcuno. Questo segreto, legato al periodo dell’occupazione nazista, diventerà oltre che una storia da raccontare anche una scelta di vita.

E’ un romanzo dolce e commovente, scritto con delicatezza e per nulla retorico. Parla di amore per la lettura, di solidarietà e di coraggio. I personaggi mi sono restati impressi nel cuore per i loro caratteri travolgenti e stravaganti.

Leggendolo, mi è venuta voglia di visitare questo microcosmo sperduto che sono le Isole del Canale, di arrivare come Juliet nel piccolo porticciolo e restare a bocca aperta guardando le casette bianche di fronte al mare. Mi è venuta voglia di camminare tra quei campi battuti dal vento e punteggiati di fattorie sperando di incontrare Isola e i suoi magici elisir.

All’ Ufficio del Turismo, stupiti da tanto successo, hanno creato dei pacchetti, chiamati “Guernsey movie”, ossia dei tour letterari che toccano i luoghi del film tratto successivamente dal romanzo. Le Isole del Canale furono la sola parte di Inghilterra che venne occupata dai tedeschi e le 13 tappe del “Guersney occupation trail” sono legate anche a fatti realmente accaduti durante quei durissimi anni.

Ho anche scelto il posto dove mi piacerebbe dormire, si chiama La Douit ed è un vero cottage a poca distanza dalle falesie sul mare.

2) Oltre il muro

Martina, curatrice del blog Emme viaggiante, presenta C’era una volta la DDR, il cui titolo originale è Stasiland: stories from Behind the Berlin Wall (2003)

Luogo: Berlino, Germania

Amazon.it: C'era una volta la Ddr - Funder, Anna - Libri

Quando Valentina mi ha chiesto se volevo scrivere un articolo su un libro che avevo letto legato a un viaggio, a un luogo che conoscevo o che avrei voluto visitare, ho accettato con piacere. Poi mi sono messa a pensare a tutti i libri letti, ai viaggi fatti o da fare e la scelta non è stata facile.

Essendo appassionata di fantasy, avrei voluto parlare della Terra di Mezzo o altri luoghi fantastici ma ovviamente non sarebbe stata la scelta adeguata per questo articolo. Ecco, così, che alla fine ho scelto un libro che ho letto all’inizio della mia avventura berlinese, regalatomi da alcuni amici quando mi ero appena trasferita in città. Il libro si intitola Stasiland: stories from Behind the Berlin Wall e narra storie di persone che hanno vissuto all’interno del muro di Berlino. Come si vivesse nella ex DDR, come vivessero le persone dell’epoca, il fatto di vivere costantemente sotto osservazione e con un muro che ne limitasse la libertà mi ha sempre incuriosito. Per questo il libro mi è stato regalato e l’occasione è stata il primo compleanno nella città dove avevo deciso di vivere.

Leggere le esperienze vissute in prima persona dalla gente che viveva all’interno del muro mi ha profondamente colpito: io avevo scelto liberamente di vivere in quella città e, in quel periodo,  vivevo proprio ad est, nel quartiere di Friedrichshain, che si è trasformato in uno dei più vivi di Berlino. Pensare che fino a una ventina di anni prima – una storia quindi relativamente recente –  su quel ponte che attraversavo tutti i giorni per andare a scuola di tedesco, ci fosse un muro, era per me una cosa inconcepibile. Una città così aperta e cosmopolita (i motivi principali per cui mi sono trasferita a Berlino), era fino a poco tempo prima chiusa e con poca libertà. 

Autrice del libro è una scrittrice australiana: Anna Funder. Per questo all’inizio ho guardato il libro con sospetto: come può una straniera raccontare come si vivesse a Berlino ai tempi del muro? Lei lo fa molto bene, attraverso interviste con persone che avevano avuto a che fare con la stasi (il libro è del 1996), intrecciate a storie della sua vita quotidiana in una Berlino riunita da pochi anni. Ci sono storie di persone comuni, ma anche quelle di personaggi di spicco della Stasi che l’autrice rintraccia grazie a un annuncio su un giornale. Il capitolo che mi ha colpita di più è quello dedicato alla prigione della Stasi Hohenschonhausen.

La prigione è ancora oggi visitabile e infatti, dopo aver letto il libro, sono andata a visitarla. Le visite si possono effettuare solo su prenotazione e con una guida: la cosa particolare e veramente toccante è che, trattandosi di storia recente, alcune delle guide sono state davvero prigioniere lì. Quello che mi ricordo della visita è il bianco delle pareti e delle stanze, l’odore di chiuso e le strisce sul pavimento: non si poteva tenere la testa alzata quando si camminava ma si dovevano sempre tenere gli occhi fissi su quella striscia. Queste e molte altre le testimonianze della nostra guida imprigionata per alcuni mesi proprio lì, in quanto giornalista scomodo in una Berlino in cui tutt’oggi vivo e che, leggendo il libro, sembra una città lontana nel tempo e nello spazio. 

3) Odori e suoni africani

Maria Grazia presenta Sognavo l’Africa di Kuki Gallmann (1991)

Luogo: Kenya

Sognavo l'Africa - Kuki Gallmann - Libro - Mondadori - Oscar nuovi bestsellers | IBS

Il mio primo viaggio in Africa – intendendo per Africa quella vera con la A maiuscola, non i Paesi del Nord Africa, che nonostante tutto, erano abbastanza civilizzati – fu nel 1980. Pur avendo già viaggiato all’estero, ed essendo pronta a trovarmi davanti a un’avventura richiamata alla mente da documentari e libri di viaggi, il Kenya era qualche cosa di completamente diverso dall’idea che mi ero fatta.

Appena arrivati a Nairobi, uscendo dall’aeroporto, ebbi la sensazione di affacciarmi alla bocca aperta del forno, sia per il calore che mi bruciava la pelle sia per l’odore che quel calore sprigionava. Fu la prima volta che mi resi conto che il caldo ha un suo odore, un odore secco, polveroso e speziato. Non sgradevole, ma penetrante e un po’ irritante nelle narici. Trovato l’accompagnatore e recuperati i bagagli, ci siamo diretti verso il Lake Manyara Camp.

Uscendo da Nairobi, ci siamo resi conto che assieme alle strade asfaltate avremmo dimenticato ogni forma di civiltà. Lungo la polverosa striscia bianca che percorrevamo, incontravamo rari passanti abbigliati con teli colorati che coprivano a malapena il petto e i lombi. Uomini e donne avevano un unico indumento unisex: entrambi i sessi avevano il collo e i polsi coperti da collane e braccialetti coloratissimi, molti di semi, ma anche già qualche perlina di plastica. Le donne avevano sul capo un fagotto, un cesto o un contenitore, mentre gli uomini portavano una lancia o un lungo bastone. Camminavano ritti e orgogliosi di sé stessi, sicuri ed eleganti nelle lunghe falcate.

Quando ci siamo fermati a una posta per fare benzina, li osservavo mentre mi guardavano incuriositi tanto quanto io guardavo incuriosita loro. Ancora adesso ricordo quegli occhi meravigliati davanti ai miei lunghi capelli biondi e la mia sensazione di perdermi nell’abisso dei loro meravigliosi occhi neri, profondi e liquidi: i bambini, più incuriositi ma timorosi, e le donne, aperte all’incontro, che allungavano le mani per accarezzarmi una ciocca.

Arrivammo al campo tendato che ormai era notte profonda. Il caos della sistemazione nei nostri alloggi, la stanchezza del viaggio e il desiderio di una doccia che rimase tale fino al mattino dopo non mi permisero di realizzare dove mi trovassi. Solo un po’ dopo, sdraiata sulla branda, cominciai a sentire i rumori della notte. Il silenzio nella savana è un vuoto assoluto, profondo, odoroso e polveroso, che si interrompe per un improvviso unico suono, un richiamo che a quel punto ne risveglia decine di altri: suoni acuti e suoni bassi che si ripetono monotoni o si innalzano di tono, rauchi o cristallini, e che di colpo si spengono. E il silenzio ritorna il padrone della notte. Solo verso il mattino, ecco che a poco a poco, a ogni risveglio di specie animale, ripartono i richiami, i suoni della savana, il movimento lento o veloce degli zoccoli che battono il terreno secco e duro, e il sole piano piano all’ orizzonte comincia a rischiarare il cielo e a riscaldare l’aria, avvolgendo tutto di una nebbiolina fresca e rarefatta che trasforma ogni raggio in un arcobaleno soffuso.

Davanti a me, in lontananza, una distesa uniforme rosa, come un riflesso che si muoveva nella nebbia evanescente. Poi, improvvisamente un unico movimento ondulatorio ha mosso la distesa rosa e si sono alzati in volo migliaia di fenicotteri rosa.

Rimuginando nella mente queste immagini e desiderando trovare le parole per descrivere le sensazioni e i panorami sconfinati che le suscitano, ho cercato e trovato i libri di Kuki Gallmann. Questa scrittrice di origini italiane (il suo vero nome è Maria Boccazzi), naturalizzata keniota, infonde nei suoi diari, tutto lo stupore che ogni giorno accoglie chi ha la fortuna di vivere in Africa.

Nei suoi libri, che sono un po’ diario, un po’ reportage di viaggio, un po’ raccolta di poesie, ci accompagna nei diversi paesaggi kenioti con i suoi occhi e le sue esperienze di vita, richiamandoci alla consapevolezza di quanto piccolo è il genere umano davanti alla magnificenza della natura, ma anche quanto male possiamo arrecare a noi stessi e agli altri, non curando di preservare gli ambienti che popoliamo.

Sognando L’Africa è il suo primo libro, cui seguiranno Notti Africane (1994) e Il colore del vento (1995). Sinceramente, leggendo le sue descrizioni, ho risentito il lamento rauco del leone nella notte, ho rivisto la palla di fuoco nella distesa infinita della savana keniota e ho pianto sotto il mantello della via lattea in un cielo blu notte.

4) Viaggio nel deserto australiano

Camilla presenta Orme: una donna, quattro cammelli e un cane nel deserto australiano di Robyn Davidson (1980)

Luogo: Australia

Amazon.it: Orme - Davidson, Robyn, Bini, B. - Libri

Orme è un racconto autobiografico davvero emozionante, nato sia dalla penna che dalle esperienze vissute direttamente da Robyn Davidson, l’autrice.

Arriva sugli scaffali delle librerie nel 2014, ma la storia, in realtà, ha avuto luogo nel 1977, quando Robyn, all’età di 25 anni, decide coraggiosamente di attraversare in solitudine il deserto australiano, partendo dalla cittadina di Alice Springs per poi arrivare fino all’Oceano Indiano. La sua compagnia? Solo quattro cammelli e la sua fedele cagnolina Diggity. Ogni tanto la affianca anche Rick Smolan, il fotografo del National Geographic che farà un servizio più unico che raro su questa donna e il suo percorso.

Ci si aspetterebbe un classico diario di viaggio, giusto? Un resoconto dettagliato di ogni azione compiuta, redatto con meticolosità e attenzione. E invece no! O almeno… non è solo questo, non è un semplice diario di viaggio.

Sono 2700 chilometri di viaggio spirituale, di crescita, di fusione con la Natura. Robyn compie un pellegrinaggio alla scoperta di sé stessa, che servirà a scacciare certe paure che nel mondo civilizzato consideriamo forse troppo invalicabili, a capire quanto il materialismo che tanto ci imprigiona la mente sia superficiale. E questo viaggio è tutt’altro che semplice, non solo a livello fisico, ma soprattutto emotivo.

Robyn ci regala una scrittura, una narrazione che è letteralmente in grado di trasportarci nell’Australia più selvaggia, lontana dal semplice concetto di “turismo”.

Un’esperienza tattile, visiva e uditiva, un’immersione completa in quel paesaggio dove il tempo sembra quasi scorrere in maniera differente rispetto a noi. Un territorio che ha il sapore di ancestrale e di mistico, a pieno contatto con gli aborigeni e la loro cultura, attraversando la loro riserva e poi a cavallo tra l’incontaminato Gibson Desert e il Great Victorian Desert, costellato di dune, praterie e laghi salati, per tuffarsi nelle acque dell’Oceano Indiano solo alla fine, dopo sei mesi di cammino.

Insomma, leggere questa storia vale quasi come un viaggio in quelle terre così magiche… e come dice Robyn a chi si chiede per quale motivo abbia deciso di intraprendere questa avventura: “Il viaggio parla da sé. Ma se proprio devo aggiungere altro, posso dire che semplicemente amo il deserto e il suo incomparabile silenzio. Amo stare tra gli aborigeni e imparare da loro. Amo la libertà di essere da sola. E ovviamente amo i cammelli. Cos’altro dovrei aggiungere?”.

Ringrazio Antonella, Martina, Maria Grazia e Camilla per i loro preziosi contributi – tutte e quattro mi hanno invogliato ad acquistare i libri che hanno recensito e a visitare i luoghi di cui hanno parlato – e vi ricordo che domani, 23 aprile, verrà pubblicato il terzo e ultimo articolo dedicato ai consigli di lettura. Destinazione: Giappone!

Un abbraccio,

Valentina

13 thoughts on “Quattro libri per viaggiare con la mente

  • aprile 22, 2021, 4:46 pm

    Ho letto con molto interesse i vari contributi e ho voglia di leggere tutti i libri 🙂 grazie per questa iniziativa, mi ha fatto davvero piacere prenderne parte!

  • aprile 23, 2021, 7:49 am

    Ciao Valentina, grazie per questi consigli di lettura. Prendo in considerazione i vari titoli, ammetto che la mia attenzione è stata attirata dal libro di Anna Funder, essendo innamorata di Berlino. Tra le altre cose l’ultimo soggiorno a Berlino ero proprio a Friedrichshain.

  • aprile 23, 2021, 8:04 am

    In questo periodo sto praticamente divorando un libro dopo l’altro, anche per via del fatto che tanto siamo sempre chiusi in casa 😉 Per questo sono sempre alla ricerca di nuovi spunti e nuovi titoli che mi possano ispirare. Sappi che ora dovrò uscire di corsa dall’ufficio per andare in libreria e vedere se hanno quello ambientato sull’isola di Guernsey perché la trama mi ha colpito tantissimo! Farò sapere sia a te che ad Anto 🙂

  • aprile 23, 2021, 8:41 am

    sognando L’Africa di Kuki Gallmann. è il mio preferito tra quelli da te citati, chi non ha mai sognato L’Africa !
    bellissimo articolo che parla di viaggi e cultura.
    bravissima

  • aprile 23, 2021, 2:31 pm

    Ciao Valentina!
    Ho letto avidamente i consigli sui libri da leggere che qui raccomandate!

    Il secondo e il terzo li ho letti oramai tempo fa, però mi avete fatto venir voglia di rileggerli.

    Grazie a voi ragazze e , buona lettura a tutte noi!

    Un abbraccio
    Mimì

  • aprile 23, 2021, 2:46 pm

    Essendo un’amante della lettura e di viaggi, non potevo che divorare questo post. Tre su quattro di questi titoli non li conoscevo. L’unico di cui avevo sentito parlare, e forse quello che mi attira di più, è il primo.

  • aprile 23, 2021, 5:15 pm

    Grazie Valentina,
    adoro i libri e mi sono segnata il terzo ed il quarto rispettivamente sull’africa e sul deserto australiano ed ora vado a leggere anche il post sui libri sul Giappone.
    Vado matta per queste rubriche!

  • aprile 24, 2021, 8:40 am

    Del primo ho visto il film e mi è piaciuto molto, gli altri non li conoscevo ma mi hai fatto venire voglia di leggerli! Grazie per questi consigli, saranno utili questi libri per viaggiare con la mente in posti in ancora, ahimé, preclusi!

  • Alessandra
    aprile 30, 2021, 12:17 pm

    Mi sto segnando i libri che man mano stai proponendo con i contributi delle altre ragazze. Mi incuriosiscono molto i primi due… anche a me succede che quando leggo un libro vorrei subito partire per visitare i luoghi in cui è ambientato. Speriamo di poterlo fare quanto prima!

  • maggio 7, 2021, 1:18 pm

    In questo ultimo perido devo dire che ho letto tanto e sn sempre alla ricerca di nuovi spunti! Non conoscevo 3 dei titoli che ci hai fornito, prendo nota perchè sembrano davvero interessanti!

  • maggio 12, 2021, 6:45 am

    Di quello sul deserto australiano ho visto il film, molto bello…
    Comunque se posso aggiungerei anche viaggi e altri viaggi di Tabucchi (una raccolta di articoli e suoi interventi, grandissimi) e le città invisibili di Calvino (ma con Calvino si vince facile, troppo, sempre)

  • maggio 14, 2021, 9:42 am

    ottimi consigli, mi ispira molto il libro sulla DDR, sono stata a Berlino due volte, e entrambe le volte ho cercato di capire di più sui tempi della Guerra Fredda e sulle storie delle famiglie divise dal muro.
    Avevo 7 anni quando è caduto, non ricordo molto ma le immagini viste al tg dei berlinesi che si riuniscono dopo 40 anni sono il mio primo ricordo “storico”.
    lo leggerò sicuramente

  • maggio 21, 2021, 10:31 am

    Che bello viaggiare anche solo leggendo un libro! Io spesso quando è citato un luogo, un locale o una strada per curiosità vado a controllare su Google Maps se esiste o meno : ). Di Orme hanno fatto anche un bel film.

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