La fonte del male – intervista a Susanna Salerno

Susanna Salerno - La fonte del male

Il mio interesse per la Svizzera mi spinge non solo a scoprire sempre di più questo Paese, ma anche a conoscere la sua cultura, quindi la sua letteratura. Ho letto con piacevole curiosità, dunque, La fonte del male di Susanna Salerno, psicoterapeuta di origini romane, trapiantata in Svizzera da diverso tempo, che ha ambientato il suo romanzo thriller nell’incantevole Val Bregaglia. Come si legge sul sito del turismo della Bregaglia, questa è “un’idilliaca valle alpina che allaccia il canton Grigioni all’Italia… il nord con il sud. La Val Bregaglia incomincia dal paese di Maloja (a quota 1.815 metri) e finisce a Chiavenna (333 m), in provincia di Sondrio”. Ed è proprio in questa valle, considerata il paradiso per gli amanti della natura, che si verifica una serie di macabri omicidi.

La fonte del male – la trama

“Tre ragazze unite da un’amicizia speciale; un rinomato liceo di St. Moritz travolto improvvisamente dallo scandalo; e da Maloja a Soglio, fin giù a Chiavenna, il dipanarsi di una trama che appare sempre più perversa: il disegno di un assassino seriale che si aggira sicuro e indisturbato nella Val Bregaglia, insanguinandola.” Sono bastate queste poche righe sulla quarta di copertina per invogliarmi a leggere il libro.

La protagonista è Helena Blumenthal, la psicologa dell’istituto, che si ritrova suo malgrado coinvolta in questa vicenda dai risvolti cupi e inquietanti. Nel giro di pochi giorni, infatti, alcuni docenti della scuola vengono brutalmente assassinati e la loro morte potrebbe essere relazionata a un incidente avvenuto mesi prima, in cui Erna, una delle tre giovani amiche, ha perso la vita. E se quella tragedia non fosse stato un incidente? Se qualcuno avesse spinto volontariamente Erna per sbarazzarsi di lei? Helena Blumenthal comincia a indagare, aiutata dall’affascinante professore Bentivoglio e dal misterioso Johannes Morell, parroco di Soglio, muovendosi in lungo e in largo per la Val Bregaglia, forse la vera protagonista della storia. Non a caso le descrizioni della valle, nel corso del romanzo, abbondano. Viene introdotta, infatti, come “una regione di confine, fatta di luce e di ombra, di boschi intricati e vette altissime, in quel paesino dove il Medioevo e il Barocco si mescolavano come fosse un tutt’uno, due facce della stessa realtà, come lo erano da sempre il bene e il male.”

Letture d'autunno - libri gialli

Nel laboratorio della scrittrice

Dopo aver letto La fonte del male, ho avuto il piacere di intervistare l’autrice, parlando con lei del suo libro e delle bellezze della Val Bregaglia, che ha ospitato e ispirato vari artisti, tra cui il pittore italiano Giovanni Segantini. L’immagine scelta per la prima di copertina del libro, infatti, è un dipinto dell’artista che ha per titolo La vanità, o La fonte del male, realizzato nel 1897, in cui spicca una giovane fanciulla intenta a specchiarsi nelle acque di una marmitta glaciale di Maloja e acquattato nell’acqua si intravede un drago, da sempre simbolo del male.

Chi è Susanna Salerno, autrice di La fonte del male

Susanna Salerno è nata a Roma nel 1964. Ha studiato letteratura, storia e filosofia all’Università La Sapienza di Roma e all’Università di Zurigo. Si è poi trasferita in Engadina, dove vive dal 1993. Ha insegnato lingua e cultura italiana in diversi istituti scolastici e in seguito a una laurea in psicologia, si è specializzata in psicoterapia. Vive a St. Moritz dove lavora come psicoterapeuta e nel tempo libero si dedica alla scrittura.

1. Come è nata l’idea di questa fitta trama e perché ha scelto di ambientarla in Val Bregaglia?

La trama è subordinata alla regione che fa da sfondo al romanzo, infatti per me la vera protagonista di La fonte del male è proprio la Val Bregaglia. L’idea di scrivere un romanzo thriller ambientato in questo luogo è nata proprio dall’interesse che nutro per questa valle, molto apprezzata dagli svizzeri tedeschi e per lo più sconosciuta o poco considerata dagli svizzeri italiani e dagli italiani stessi. Quindi ho visitato la Val bregaglia, di cui mi sono innamorata, e ho cercato di cogliere i suoi contrasti: non solo i suoi lati più affascinanti, ma anche quelli più misteriosi e inquietanti. Diciamo che ciò che mi ha maggiormente colpita di questa valle sono stati proprio i suoi contrasti: la parte svizzera ben diversa da quella italiana, proprio come il paesaggio, che in estate è un tripudio di colori, mentre in autunno assume un aspetto più cupo. Da qui sono partita per analizzare un altro grande tema del libro, vale a dire il rapporto, o meglio, il passaggio tra il bene e il male, indagando sulle ragioni che spingono un individuo a varcare questo sottile confine.

2. La protagonista è una psicologa, lei è una psicoterapeuta. Le chiedo, dunque, quanto influisce la sua professione nella creazione dei suoi personaggi.

In realtà la mia idea iniziale su Helena Blumenthal era che fosse solo un’insegnante e non la psicologa dell’istituto. Poi, però, riflettendoci, ho preferito trasformare Helena in una psicologa, in modo tale da far esprimere a questo personaggio principale le idee sul male e sull’origine del male, che sono le idee della psicologia. Ben diverse, dunque, da quelle che esprime il parroco Morell o da quelle accennate dalla polizia.

3. Quanto tempo ha impiegato per scrivere questo libro?

Il tempo che ho passato a pensare a questa trama è tantissimo, perché da un’idea ho poi dovuto creare una trama fatta di personaggi e di vicende. Il tempo, invece, che ho impiegato a scriverlo, forse, è più quantificabile e direi circa quattro mesi. Quando ho iniziato a scrivere il romanzo, avevo già in mente la storia dall’inizio alla fine. Mi ero, quindi, già preparata una mappa in cui avevo segnato i personaggi, le loro azioni e anche le loro relazioni.

4. Secondo lei perché il genere giallo e il genere thriller piacciono così tanto?

Io credo che al lettore piaccia trovare la suspense da una certa distanza di sicurezza e per questo motivo prova piacere nel leggere un romanzo thriller, che, se ben scritto, senza dubbio coinvolge. Inoltre credo che in un libro di questo genere, il lettore possa trovare delle spiegazioni sul male e riesca anche a trovare il modo per esorcizzare le proprie paure.

5. Quali scrittori di libri thriller legge e apprezza? 

Nonostante il thriller non sia il genere che leggo più spesso, leggo molti libri ricchi di suspense. In questo momento, per esempio, sto leggendo l’ennesimo libro di Michel Bussi. Amo molto il padre di Maigret, vale a dire lo scrittore belga Georges Simenon, ma ho letto anche autori come Patricia Highsmith o Charlotte Link, considerata la regina del thriller in Germania.

Dove acquistare il libro di Susanna Salerno

È possibile acquistare La fonte del male direttamente sul sito web della casa editrice oppure ordinarlo nelle librerie italiane o sulle principali piattaforme che vendono libri online.

Ringrazio la casa editrice Armando Dadò editore per avermi inviato il libro e l’autrice Susanna Salerno per la piacevole chiacchierata, non solo sul suo romanzo, ma anche sulle meraviglie della Val Bregaglia, una terra che prima o poi visiterò. Nel mese di ottobre, per esempio, si festeggia il Festival della Castagna, il frutto tipico della valle. Non a caso nel libro si accenna alla torta di castagne, tradizionale della zona.

Un abbraccio,

Valentina

6 thoughts on “La fonte del male – intervista a Susanna Salerno

  • ottobre 22, 2021, 2:39 pm

    Ottimo consiglio di lettura! Sono stata in zona per un fine settimana in moto, era estate e la dolcezza dei colori mai mi avrebbe fatto pensare di ambientarci un thriller. Però la trama mi intriga molto!

    • ottobre 27, 2021, 2:57 pm

      Ciao Antonella, mi fa piacere leggere che la trama ti abbia incuriosito. L’autrice descrive molto bene i paesaggi della Val Bregaglia. Sicuramente, se lo leggerai, ti sorprenderà scoprire come diventano cupi e misteriosi quei posti in autunno e inverno.

  • Bru
    ottobre 23, 2021, 12:34 am

    “una regione di confine, fatta di luce e di ombra, di boschi intricati e vette altissime, in quel paesino dove il Medioevo e il Barocco si mescolavano come fosse un tutt’uno, due facce della stessa realtà, come lo erano da sempre il bene e il male.”
    Rimasta affascinata dalla tua descrizione e intervista, soprattutto da queste parole riportate sopra, che sembrano copiare la filosofia balinese.

    • ottobre 27, 2021, 2:59 pm

      Davvero? Conosco poco e niente l’isola di Bali e la sua cultura. Un posto che sogno di scoprire prima o poi 🙂

  • Alessandra
    novembre 5, 2021, 7:21 pm

    Molto interessante! La lettura di questi romanzi ambientati in un contesto geografico preciso è un modo diverso e bellissimo per conoscere luoghi che magari, come in questo caso, sono sconosciuti ai più.

  • novembre 5, 2021, 9:28 pm

    Sono molto attratta dalle trame thriller, quella suspense che ti fa divorare pagine pagine! Non conoscevo questo libro e mi hai veramente incuriosito… lo inserisco sicuramente nella lista dei libri da leggere 👍🏻

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