Consigli per visitare l’Alhambra di Granada

Consigli per visitare l'Alhambra

L’Alhambra di Granada: tra storia e leggenda

Buongiorno cari lettori, sempre “a causa di” una giornata uggiosa, anche oggi mi riscaldo gli occhi riguardando le foto del mio recente viaggio in Andalusia. Ho pensato di dedicare un articolo alla meravigliosa Alhambra di Granada, dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1984, offrendovi alcuni consigli per organizzare al meglio la visita.

Credo che sia opportuno, intanto per cominciare, spiegare che cosa è l’Alhambra. Si tratta di un meraviglioso complesso di palazzi e giardini considerato uno dei più spettacolari esempi architettonici dello stile islamico presenti in Europa. Il nome Alhambra deriva dal termine arabo al-qala’a al-hamra che significa “castello rosso”. Dal mirador de San Nicolás, che vi consiglio di raggiungere per godere di una vista spettacolare ed unica sull’Alhambra, si vede questo straordinario complesso costituito prevalentemente da mura rosse che si innalzano sopra un bosco di olmi e cipressi.

L’Alhambra ammirata dal mirador de San Nicolás (Albayzín)

Granada in due giorni

L’Alhambra, simbolo indiscusso della città di Granada e uno dei monumenti più visitati della Spagna (pensate che nei mesi estivi, nonostante il caldo quasi insopportabile, l’afflusso quotidiano di turisti supera i 6000 visitatori), era candidata a rientrare nella lista delle Sette meraviglie del mondo moderno, arrivando nona preceduta da un altro suggestivo patrimonio dell’umanità: l’Acropoli di Atene.

Difficile stabilire quando iniziarono i lavori di costruzione dell’Alhambra in quanto la storia di questo grande complesso è avvolta da un velo misterioso – pensate anche all’infinità di leggende che sono nate (più avanti ve ne racconto una). Senza dubbio si può stabilire che nel secolo XI, dunque quando l’attuale Andalusia era dominata dagli arabi, su dove sorge oggigiorno la bellissima Alhambra, vale a dire sul colle della Sabika, si ergeva un’inespugnabile fortezza militare che dominava dall’alto la città. Soltanto tra il XIII e il XIV secolo gli emiri della dinastia Nasridi ampliarono la fortezza, trasformandola in un meraviglioso complesso residenziale fortificato, al cui interno si trovavano persino delle scuole, un ospedale e una moschea. Quando nel 1492 i sovrani cattolici Isabel de Castilla e Fernando de Aragón raggiunsero Granada, l’ultima roccaforte moresca in Spagna, ed espugnarono la città, rimasero meravigliati dalla bellezza dell’Alhambra tanto che la risparmiarono e la convertirono in residenza reale. L’antica moschea, ovviamente, fu trasformata in una chiesa. Nella prima metà del ‘500, il nipote di Isabel de Castilla e di Fernando de Aragón, ossia l’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V, fece modificare parte del Palacio Nazaríes, il vero gioiello dell’Alhambra, per costruire la sua imponente residenza in stile rinascimentale, conosciuta con il nome di Palacio de Carlos V. Nei secoli successivi l’Alhambra perse quel fascino che la caratterizzava un tempo – durante l’occupazione napoleonica fu persino utilizzata come caserma – ma nel corso dell’Ottocento, grazie soprattutto allo scrittore Washington Irving che negli anni 40 del XIX secolo visse in Spagna in veste di ambasciatore degli Stati Uniti, questo monumentale complesso riacquistò fama e prestigio. Irving, infatti, scrisse una serie di opere di carattere storico sulla Spagna del XV secolo trattando anche dell’Alhambra di Granada. Degna di nota, poi, è la sua raccolta Racconti dell’Alhambra, in cui vengono narrati sia eventi storici che miti legati a questo bellissimo complesso.

La statua di Washington Irving fuori dalle mura dell’Alhambra

Alhambra Irving

Leggenda dei leoni: all’interno del Palacio Nazaríes si trova uno dei cortili più interessanti di tutta l’Alhambra conosciuto con il nome di Patio de los leones per via della fontana posta al centro la cui acqua sgorga dalle bocche di 12 leoni. A questa fontana è legata una leggenda i cui protagonisti sono una bella ed intelligente principessa africana di nome Zaira e il suo dispotico padre. Si narra che un giorno padre e figlia se recarono a Granada e alloggiarono nell’Alhambra. Un giorno Zaira trovò nella camera del padre il suo diario e, incuriosita, lo lesse scoprendo così una verità sconcertante: in realtà i suoi veri genitori erano stati uccisi da quello che si dichiarava essere suo padre, che, con l’aiuto di 11 fedeli uomini era riuscito a salire sul trono. La madre di Zaira, prima di morire, aveva lanciato una maledizione sul suo assassino: qualora la figlia avesse scoperto la verità sulla loro sciagura, sarebbe successo qualcosa di terribile al sovrano e ai suoi 11 uomini. Il presunto padre di Zaira e i suoi 11 collaboratori vennero così trasformati in leoni di pietra. In realtà la fontana è stata un regalo del visir ebreo Samuel Ben Nagrela che la diede all’allora Sultano: le statue dei 12 leoni rappresentano le dodici tribù di Israele.

leggenda dei leoni di Granada

L’Alhambra di Granada: 5 consigli per visitarla

1. Prenotare con anticipo

Trattandosi di uno dei monumenti più visitati di tutta la Spagna, occorre prenotare i biglietti d’ingresso con minimo un mese di anticipo. Per farlo, vi basta consultare il sito ufficiale, selezionare il tipo di biglietto e scegliere la data e l’orario (quest’ultimo è valido per accedere al Palacio Nazaríes, uno dei quattro edifici che costituiscono il complesso dell’Alhambra). Ho visitato l’Alhambra domenica 13 ottobre e già ad agosto, quando avevo iniziato ad organizzare questo viaggio in Andalusia, i biglietti d’ingresso per il mese di ottobre scarseggiavano. Ho acquistato tramite il sito due biglietti per “Alhambra general” al costo di 14€ l’uno. Con questo biglietto potete accedere ai giardini, all’Alcazaba, al Palacio de Carlos V, al Palacio Nazaríes e al Generalife.

Nel caso in cui i biglietti d’ingresso non fossero più disponibili sul sito ufficiale dell’Alhambra, vi consiglio di contattare l’hotel di Granada in cui alloggerete per informarvi su possibili biglietti riservati agli ospiti.

2. Gli orari dell’Alhambra: quando andare

L’Alhambra è aperta tutti i giorni dell’anno eccetto il 25 dicembre e il 1 gennaio e rispetta i seguenti orari:

  • dal 15 ottobre al 31 marzo dalle 8:00 alle 18:00
  • dal 1 aprile al 14 ottobre dalle 8:00 alle 20:00

Un mio spassionato consiglio è visitare l’Alhambra, e più in generale l’Andalusia, durante le mezze stagioni, quindi in primavera o ancora meglio in autunno, quando le temperature sono piacevoli.

Ingresso dell’Alhambra

Consigli per visitare l'Alhambra

3. Godersi la visita dell’Alhambra

L’Alhambra di Granada è costituita da quattro edifici principali: l’Alcazaba, il Palacio de Carlos V, il Palacio Nazaríes e il Generalife. Trattandosi di un grande complesso monumentale, il mio consiglio è di dedicargli minimo mezza giornata. Io e il mio fidanzato siamo arrivati all’Alhambra alle 9:00 e abbiamo iniziato a visitare l’Alcazaba e il Palacio de Carlos V, poi alle 12:30 avevamo l’ingresso prenotato per il Palacio Nazaríes (per accedere a questo edificio occorre rispettare l’orario d’ingresso scelto durante l’acquisto online e presentarsi all’entrata del Palacio mezz’ora prima, per cui alle 12:00 eravamo già in fila per superare i controlli). Infine abbiamo passeggiato per i giardini e visitato per ultimo il Generalife, uscendo dal complesso verso le 15, giusto in tempo per pranzare secondo i classici orari spagnoli.

Mappa dell’Alhambra di Granada presa dal web

mappa Alhambra di Granada

4. Come visitare il complesso dell’Alhambra

L’Alhambra si può visitare esclusivamente a piedi, per cui vi consiglio di indossare delle scarpe comode. Vi sono parecchi gradini, soprattutto per accedere alle torri dell’Alcazaba, e in alcuni edifici i passeggini non sono ammessi (ho visto alcuni genitori muniti di pratici marsupi).

A eccezione del Palacio Nazaríes, il cui orario d’ingresso viene riportato sul biglietto acquistato online, gli altri edifici che costituiscono il complesso dell’Alhambra non hanno un orario di visita prestabilito. Potete, dunque, scegliere voi quando visitarli. Un mio consiglio è di iniziare con l’Alcazaba o il Palacio de Carlos V, visitare poi il Palacio Nazaríes ed infine il Generalife, che si trova distante quindici minuti a piedi dagli altri edifici.

5. Cosa portare

Una volta acquistati i biglietti d’ingresso online, dovete stamparli a colori e portarli con voi il giorno della visita all’Alhambra. Occorre portare anche il documento d’identità che deve corrispondere a quello inserito nel momento dell’acquisto (i biglietti d’ingresso, infatti, sono nominativi). Vi consiglio di portare anche delle bottigliette d’acqua (all’interno del complesso vi sono alcune fontanelle e un paio di macchinette che vendono bevande e snack), la macchina fotografica (è consentito scattare foto all’interno di qualsiasi edificio dell’Alhambra) e un cappello, soprattutto in estate, quando il sole è molto forte.

All’interno del Palacio Nazaríes

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L’Alhambra di Granada: cosa vedere

Il monumentale complesso dell’Alhambra, come già si è spiegato, è costituito da quattro edifici principali: l’Alcazaba, il Palacio de Carlos V, il Palacio Nazaríes e il Generalife.

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L’Alcazaba

Durante il dominio musulmano, gli arabi hanno costruito un paio di alcazaba, vale a dire fortezze, in Andalusia. La più conosciuta è indubbiamente quella di Málaga, che vi consiglio di visitare. L’Alcazaba di Granada, che oggigiorno forma parte dell’Alhambra, risulta essere la parte più antica dell’intero complesso. La vista che si gode da una delle sue tante torri è straordinaria: si può ammirare, infatti, tutta la città sottostante, in particolare modo il quartiere arabo Albayzín, costituito da tante case bianche.

Consigli per visitare l'Alhambra

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Albayzín, il quartiere arabo di Granada

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La Cattedrale di Granada fotografata dalla Torre de la Vela dell’Alcazaba

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In secondo piano si intravedono le montagne della Sierra Nevada

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Palacio de Carlos V

Non occorre avere un occhio esperto per notare la grande differenza tra l’Alcazaba o il Palacio Nazaríes e il Palacio de Carlos V. Se da un lato, infatti, i primi edifici sono di evidente stile moresco, il Palacio de Carlos V, invece, è di chiaro stile rinascimentale e secondo alcuni stona all’interno del complesso dell’Alhambra. I lavori di costruzione del palazzo iniziarono nel 1526 quando l’imperatore Carlos V trascorse la sua luna di miele a Granada, vivendo per alcuni mesi all’interno del Palacio Nazaríes. Rimase talmente meravigliato dalla bellezza dell’Alhambra e della città di Granada che decise di trasferire qui la sua residenza reale. Peccato, però, che i lavori di costruzione terminarono solo negli anni ’30 del secolo scorso e Carlos V, dunque, non vide mai completato il suo palacio.

Il Palacio de Carlos V esteriormente si presenta come un grande edificio dalla forma quadrata; al suo interno si trova un magnifico patio circolare suddiviso in due livelli, ciascuno abbellito da 32 colonne.

Consigli per visitare l'Alhambra

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Palacio Nazaríes

Probabilmente il Palacio Nazaríes rappresenta il vero gioiello dell’Alhambra tanto è vero che è considerato il più bell’edificio islamico presente in Europa. Si tratta dell’antica residenza dei sovrani del Regno di Granada ed è costituito da un susseguirsi di ampie stanze, ordinati patii e meravigliosi giardini. Vi consiglio di soffermarvi ad ammirare le ricche decorazioni delle pareti e dei soffitti: dei veri capolavori!

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Il Patio de los leones si trova all’interno del Palacio Nazaríes

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Generalife

L’edificio del Generalife (dall’arabo jinan al-‘arif ossia “giardino dell’architetto”), poco distante dal Palacio Nazaríes, era la residenza estiva dei sultani della dinastia Nasridi. L’edificio bianco e i suoi meravigliosi giardini, che tutt’oggi colpiscono il visitatore, furono progettati all’inizio del XIV secolo.

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Il complesso dell’Alhambra fotografo dal Generalife

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L’Albayzín fotografato dal Generalife

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Un post lungo e ricco di immagini che mi auguro possa avervi invogliato a visitare presto questa meraviglia indiscussa.

Vi auguro un buon weekend!

Con affetto,

Valentina

10 thoughts on “Consigli per visitare l’Alhambra di Granada

  • novembre 22, 2019, 11:21 am

    La visita al Alhambra l’ho bramata per anni e finalmente l’anno scorso ce l’ho fatta e posso confermare che è davvero una delle opere umane più strabilianti che abbia mai visto! Complimenti per le foto, molto belle 🙂

    • novembre 22, 2019, 11:25 am

      Grazie Anna, L’Alhambra ha lasciato senza parole anche me 🙂

  • Anonimo
    novembre 22, 2019, 1:45 pm

    Deve essere davvero bella, le tue foto mi hanno fatto sognare. Bravissima come sempre
    Dora

  • novembre 22, 2019, 3:44 pm

    Questo articolo casca proprio al momento giusto. Stiamo organizzando il nostro OTR in Andalusia per gennaio 2020 e abbiamo appena pianificato tutte le tappe. Grazie per questo articolo dettagliatissimo.

    • novembre 29, 2019, 8:21 am

      Che meraviglia! A gennaio farà un po’ fresco, ma ci saranno pochissimi turisti quindi sono certa che starete benissimo! Buon viaggio!

  • novembre 25, 2019, 4:20 pm

    Sarà una delle mie mete del 2020, quindi questo articolo fa proprio al caso mio. Dalle foto poi traspare tutta la bellezza del luogo.

    • novembre 29, 2019, 8:20 am

      Vedrai che Granada, soprattutto l’Alhambra, non ti deluderà! Ti auguro un buon viaggio!

  • dicembre 6, 2019, 9:54 am

    Ho visitato l’Alhambra mille mila anni fa che internet non c’era ancora. Leggere questo post e guardare le tue foto mi ha fatto fare un tuffo nel passato pazzesco.

  • Cla
    dicembre 6, 2019, 12:59 pm

    Che posto magnifico, non ci siamo mai stati, ma le tue foto ci hanno davvero fatto rimanere a bocca aperta. Alcuni scatti ci ricordano alcuni palazzi marocchini.

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