Libri che vorrei leggere nel 2021

Libri 2021

Le mie letture per questo 2021

Un paio di giorni fa mi sono imbattuta in questa frase di Mason Cooley, aforista statunitense del secolo scorso, “Leggere ci dà un posto dove andare anche quando dobbiamo rimanere dove siamo”. Non potevo trovare aforisma più azzeccato e attuale.

Come avevo scritto in questo post, ora come ora mi risulta difficile stilare una travel wishlist per il 2021 – non so voi, ma io per quest’anno non ambisco a fare grandi viaggi – ma, essendo amante delle liste, non ho resistito a scrivere un elenco di libri che vorrei leggere nei prossimi dodici mesi e ho pensato di condividerlo con voi in modo da darvi qualche spunto interessante. Per quest’anno mi sono imposta un paio di obiettivi e uno di questi è quello di leggere tanto, almeno 25 libri. Forse per alcuni di voi potranno sembrare troppi oppure per altri troppo pochi. Per me riuscire a leggere almeno 25 libri in un anno è un obiettivo tutto sommato realizzabile (cerco sempre di pormi degli obiettivi realistici altrimenti il rischio è di generare solo frustrazione).

Cosa ho letto finora

L’anno nuovo è cominciato da appena due settimane e sono contenta di poter constatare che ho già letto due romanzi e sto per finire il terzo. Durante queste festività ho avuto la possibilità di leggere a qualsiasi ora della giornata, divorando un capitolo dietro l’altro. Ho letto in un paio di giorni il romanzo thriller La psichiatra dello scrittore tedesco Wulf Dorn, poi ho voluto rileggere il celebre Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie.

  • La psichiatra di Wulf Dorn, 2009. Titolo originale: Trigger

Si tratta di un thriller psicologico che gode di ottime recensioni e che pertanto consiglio a tutti gli appassionati del genere. Protagonista è la dottoressa Ellen Roth, che lavora in un ospedale psichiatrico in una cittadina fittizia della Germania. Su richiesta del fidanzato Chris, anche lui psichiatra e attualmente in viaggio per l’Australia, accetta il caso della paziente della stanza numero 7: una donna impaurita e chiusa in sé stessa, che è stata picchiata e seviziata. Alla dottoressa Roth dice con un filo di voce che l’Uomo Nero la sta cercando e che presto prenderà sia lei che Ellen. L’incubo per la psichiatra comincia il giorno successivo, quando si reca alla clinica e si rende conto che la stanza numero 7 è vuota: la paziente è sparita. Il fatto ancora più bizzarro è che nessuno, né i suoi colleghi medici né gli infermieri, abbia mai visto questa paziente e tutti ritengono che quella stanza sia vuota ormai da giorni. Che fine ha fatto, dunque, quella paziente tanto intimorita? E soprattutto, dove si trova Chris (l’unico che sapeva di quella donna), il cui cellulare risulta sempre irraggiungibile? La trama è incalzante, la prosa lineare e il finale sorprendente. Il titolo originale, Trigger, svela molto rispetto a quello scelto per l’edizione italiana. In psicologia il trigger (letteralmente “grilletto”, ossia quella parte della pistola che se premuto fa partire un proiettile) è un fattore scatenante e fra le pagine di questo romanzo, ricco di colpi di scena, l’effetto trigger gioca un ruolo fondamentale.

  • Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, 1934. Titolo originale: Murder on the Orient Express

Agatha Christie è una delle mie scrittrici preferite e fra i suoi tanti capolavori Assassinio sull’Orient Express è senza dubbio fra i più acclamati dalla critica. Probabilmente molti di voi, grazie anche alle trasposizioni cinematografiche, conoscono la trama, assolutamente geniale e originale. Il celebre Hercule Poirot, investigatore privato belga, viaggia da Istanbul fino a Calais a bordo dell’Orient Express insieme ad altri passeggeri di differente età, nazionalità e condizione sociale. Durante la notte, Mr Rachett, un ricco uomo di affari che il giorno prima aveva chiesto a Poirot di proteggerlo avendo ricevuto delle lettere minatorie, viene brutalmente assassinato con dodici pugnalate. A Poirot, che aveva rifiutato l’incarico offertogli dalla vittima, non resta che indagare. Il finale è semplicemente straordinario, non a caso la Christie è definita “la regina del giallo”.

Cosa sto leggendo

Qualche giorno fa ho acquistato il romanzo giallo Morte di una sirena, edito da Neri Pozza, di Thomas Rydahl e A. J. Kazinski (pseudonimo di Anders Rønnow Klarlund e di Jacob Weinreich). Non l’ho ancora terminato, per cui preferisco non sbilanciarmi nell’esprime un giudizio forse troppo affrettato, ma posso darvi qualche mia impressione. Siamo nella Copenaghen del 1834 e il protagonista è Hans Christian Andersen che viene descritto come un misero scrittore fallito “sgraziato, goffo e brutto”. Si trova implicato in un caso di omicidio – una prostituta che posava per lui come modella viene trovata morta con i seni recisi – quindi, per evitare il patibolo, inizia a indagare insieme alla perspicace Molly, sorella della giovane prostituta. A mio avviso la trama è avvincente, ma in certi passaggi risulta quasi surreale (le vicende si svolgono nell’arco di una settimana, ma le azioni sono tante, forse troppe, per cui la storia pian piano perde credibilità e rischia di sembrare assurda). Non so, da un lato non vedo l’ora di terminarlo per scoprire ciò che spinge il colpevole a compiere certe atrocità (in diversi punti vengono descritte scene crude), ma dall’altro l’eccessiva presenza di avvenimenti improbabili mi frena un po’ a finirlo. Di certo non è il romanzo che mi ero immaginata di leggere.

Morte di una sirena

Cosa leggerò nei prossimi mesi

Non avendo la possibilità di viaggiare fisicamente, sento la necessità di evadere con la mente alla scoperta di luoghi nuovi. Per fortuna che esiste il meraviglioso filone della letteratura di viaggio, ricco di racconti e di reportage entusiasmanti che ci consentono di viaggiare, immaginandoci terre lontane, anche quando siamo impossibilitati a farlo. Di recente ho scoperto l’autore statunitense Bill Bryson, conosciuto principalmente per i suoi testi di viaggio. Il mio primo acquisto del 2021 è stato fatto in libreria, dove ho comprato il libro: In un paese bruciato dal sole (titolo originale Down Under, 2000) in cui Bryson racconta del suo viaggio in una terra straordinaria: l’Australia.

Un altro libro che parla dell’Australia è Orme: una donna, quattro cammelli e un cane nel deserto australiano di Robyn Davidson (Tracks, il titolo originale del libro, è del 1980, ma è stato pubblicato in traduzione italiana solo nel 2014) che tratta della personale esperienza della scrittrice, che nel 1977 partì da Alice Spring, nel cuore del Paese, e attraversò il deserto australiano percorrendo a piedi più di 2.700 km in compagnia, come suggerisce il titolo dell’edizione italiana, di quattro cammelli e del suo cane Diggity.

Un altro testo che vede per protagonista una donna compiere un percorso in solitaria è Wild di Cheryl Strayed del 2012. La scrittrice racconta della sua esperienza sul Pacific Crest Trail, “un ininterrotto sentiero nella natura che si estende dal confine messicano in California fino a poco oltre il confine con il Canada […] Percorrendo tutta la California, l’Oregon e Washington, il PCT passa in mezzo a parchi nazionali e aree selvagge, in territori federali, tribali e privati; in mezzo a deserti, montagne e foreste pluviali; attraverso fiumi e autostrade”. Probabilmente, dopo aver letto dell’Australia dai testi di Bryson e di Davidson, scoprirò la West Coast con questo libro di Cheryl Staryed.

Sul mio comodino ho ormai da diverso tempo Un giorno, viaggiando… di Tony e Maureen Wheeler (titolo originale: Once while travelling: the Lonely Planet story, 2005) e credo proprio che quest’anno lo terminerò. Si tratta di un lungo racconto autobiografico dei coniugi Wheeler, i fondatori della Lonely Planet, che non solo narrano le loro avventure in giro per il mondo, inserendo divertenti aneddoti e curiosità, ma si soffermano anche a fare qualche riflessione su come il turismo sia cambiato nel corso della seconda metà del secolo scorso. Una lettura piacevole che sicuramente mi darà qualche spunto per pensare alle mete dei miei prossimi viaggi.

Un altro libro appartenente alla letteratura di viaggio è il classico di Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni (Le Tour du monde en quatre-vingts jours, 1873), letto da bambina e ora desiderosa di rileggerlo. Il protagonista, il ricco gentiluomo londinese Phileas Fogg, per vincere una scommessa stipulata con dei soci del suo club, decide di compiere un’impresa ardita: circumnavigare il mondo in quasi tre mesi. Lo accompagnerà in questo lungo viaggio per mare il suo cameriere francese Passepartout. A quasi 150 anni dalla sua pubblicazione, Il giro del mondo in 80 giorni continua a essere un classico tanto apprezzato sia dai piccoli che dai grandi lettori.

Letteratura di viaggio

Molto probabilmente questo mio elenco di testi di viaggio sarà destinato ad aumentare, ma per ora so già che mi riterrò più che soddisfatta se riuscirò a leggere nei prossimi mesi questi cinque libri. Oltre a questo genere di narrazioni, ho un vivo interesse per i romanzi gialli e sono certa che presto riprenderò dalla mia libreria qualche romanzo della Christie. Mi piacerebbe rileggere, infatti, Dieci piccoli indianiCorpi al sole Il ritratto di Elsa Greer. A differenza di Assassinio sull’Orient Express, questi tre romanzi sono ambientati in Inghilterra, tra l’altro in alcuni luoghi che ho avuto il piacere di visitare nell’estate del 2013, quando mi trovavo in Devon per una vacanza studio.

Come letture per quest’anno ho in mente anche alcuni classici. Durante gli anni universitari – ho studiato lingua e letteratura sia inglese che spagnola – ho seguito un paio di corsi sulla letteratura vittoriana e ho così letto Cime tempestose di Emily Brontë (1847), Jane Eyre di Charlotte Brontë (1847), Grandi speranze di Charles Dickens (1860), il celebre romanzo di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie (1865), La fiera delle vanità di William Thackery (1848), Adam Bede di George Elliot (1859), e molti altri. Tutti questi testi sono riposti, ormai da anni, nella mia libreria e non mi dispiacerebbe affatto riprenderli per leggerli di nuovo. D’altronde, come diceva Calvino, “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire ciò che ha da dire”. E dal momento che ho citato Calvino, aggiungo al mio elenco di letture per quest’anno Il sentiero dei nidi di ragno (1947), Il castello dei destini incrociati (1973) e Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979).

Questa è solo una bozza della mia lista di letture per il 2021 – l’elenco verrà sicuramente allungato, se non addirittura cambiato – ma per ora mi piace vedere scritti nero su bianco i titoli di quei libri che vorrei leggere e rileggere. A breve comincerò un tirocinio presso una casa editrice – riuscirò finalmente a unire la passione per i libri con il lavoro – quindi credo proprio che leggerò anche qualche testo di letteratura contemporanea e soprattutto alcune novità. Per la fine dell’estate, per esempio, è atteso il nuovo romanzo di Paula Hawkins (autrice del celebre La ragazza del treno), Un fuoco che brucia lento che già non vedo l’ora di acquistare.

E voi avete in programma qualche buona lettura per quest’anno? Vi abbraccio e vi lascio questa bellissima frase di Emily Dickinson, poetessa statunitense del XIX secolo: “Per viaggiare lontano, non c’è miglior nave di un libro”.

Buone letture a noi!

Valentina

8 thoughts on “Libri che vorrei leggere nel 2021

  • gennaio 15, 2021, 9:07 am

    Ho giusto finito ieri il libro che stavo leggendo “Cristo si è fermato ad Eboli”. Un libro che ho voluto leggere dopo aver visitato la Basilicata quest’estate e in particolare Aliano. Mi servivano nuovi spunti, visto che una delle poche cose belle del 2020 è che mi è tornata la voglia di leggere la sera 😊

    • gennaio 15, 2021, 9:22 am

      Ho il libro Cristo si è fermato a Eboli ma non l’ho ancora letto., lo consigli?
      Mi fa piacere che ti sia tornata voglia di leggere la sera. Riuscire a ritagliarsi del tempo per leggere è molto appagante, almeno per me.

  • gennaio 15, 2021, 11:19 am

    Quanti bei libri, i classici menzionati gli ho letti quasi tutti perché li adoro! Ora sto per terminare Gita al faro di Virginia Woolf.
    Ma quello che mi sono ripromessa di fare quest’anno è dedicarmi a letture per viaggiatori!
    Dopo aver fatto un articolo sui libri per viaggiatori ne ho scoperto tantissimi e messo in lista altrettanti 😀

    • gennaio 15, 2021, 11:41 am

      Della Wolf ho letto solamente Mrs Dalloway. Gita al faro lo leggerò sicuramente 🙂
      Mi fa piacere che anche a te piaccia il filone della letteratura di viaggio… ci sono delle letture molto interessanti e suggestive.

  • gennaio 15, 2021, 6:59 pm

    Anche io mi sono posta come obiettivo quello di leggere almeno 25 libri. Su cosa mi muoverò? Sicuramente su libri dedicati alla Campania e alla Scuola Medica Salernitana. Non mancheranno libri di crescita personale e professionale. Non escludo qualche classico.

  • gennaio 16, 2021, 7:55 am

    Quanti begli spunti, Vale! Peccato che tra blog e social abbia ormai poco tempo per la lettura… mi manca molto!

  • gennaio 16, 2021, 8:04 am

    Cime tempestose, assieme ai promessi sposi, lo leggo almeno una volta all’anno. Ti consiglio Kafka sulla spiaggia. Lo sto leggendo ora e lo trovo davvero molto intrigante.

  • gennaio 16, 2021, 1:05 pm

    senza ver mai letto l’aforisma che hai citato, sono sempre stata convinta che un libro sia il miglior mezzo per essere altrove. Io leggo dovunque anche in piedi in una metropolitana affollata (sembra un secolo fa ma era la realtà di Milano) estraniandomi completamente dal mondo per immergermi in quello del libro che leggo e infatti ho spesso saltato la fermata! i gialli mi piacciono molto e Agatha Christie è una maestra però non riesco più a leggere quelli con scene molto cruente quindi morte di una sirena non fa per me anche se mi aveva incuriosito. Hai un programma fittissimo quindi buona lettura e fammi sapere come va con le sorelle Bronte se le riprendi in mano

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