Un pomeriggio a Fondazione Prada

Fondazione Prada Milano

Premessa

La situazione che sta vivendo l’Italia, e più in generale il mondo intero, non è delle più felici. Ormai da settimane quotidiani e telegiornali trattano quasi esclusivamente del COVID-19 e dei drammatici danni che il virus SARS-CoV-2 sta causando. La settimana scorsa su Instagram avevo comunicato che oggi avrei pubblicato qui sul blog il post dedicato a Fondazione Prada, ma in seguito ai drastici, ma necessari provvedimenti stabiliti domenica 8 marzo, ho creduto opportuno rivedere il post aggiungendo questa premessa. Prima che venisse varato il Decreto Ministeriale che prevede la “chiusura” della Lombardia e di altre province del nord Italia (compresa Modena, la mia città), sono partita per Zurigo. Mi trovo, quindi, in Svizzera, dove seppur il meteo sia incerto, approfitto dei momenti di sole per fare passeggiate fra i boschi e dei momenti di pioggia per leggere e scrivere. Cerco di coltivare, dunque, le mie passioni e da domani, in teoria, inizierò con le lezioni online del master (si cerca in tutti i modi di tornare alla “normalità”). Confinata in casa, come la maggior parte degli italiani, ho scelto di sfruttare al meglio questo tempo dedicandomi ad alcuni piacevoli passatempi. Primo fra tutti il blog. In questo periodo di incertezza è difficile pensare ai viaggi, ma voglio continuare a scrivere dei miei viaggi passati e offrire a voi lettori spunti per le prossime vacanze o semplicemente brevi letture arricchite da molte immagini per evadere con la mente. In questi giorni ho voglia di riprendere gli articoli sulla meravigliosa isola di Lanzarote (questa vacanza risale a febbraio 2019), di parlarvi della bellissima Zurigo e del soggiorno a Como (che ormai risale a un mese fa) e di consigliarvi qualche buon libro (ora sto leggendo Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita, il racconto autobiografico di Cheryl Strayed). Oltre alla scrittura, anche la lettura è una mia grande passione e ora più che mai mi sto rifugiando in romanzi e racconti, cercando di leggere tanto dato che spesso, a causa dei ritmi frenetici della vita, non è sempre possibile ritagliarsi del tempo da dedicare ai propri interessi. Per ultimo la cucina: cucinare, un po’ come leggere e scrivere, mi rilassa. Tempo fa avevo letto la seguente frase: “Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare” e in questi giorni ho tanta voglia di sbizzarrirmi ai fornelli preparando per il mio fidanzato piatti semplici, ma appetitosi. Continuo, quindi, a “vivere”, pensando positivo e sperando che presto questa grave situazione terminerà. Mi auguro, dunque, che non troverete “frivolo” il fatto che continuerò a pubblicare qui sul blog reportage di viaggi, recensioni di libri e probabilmente ricette. Questo mio spazio virtuale è innanzitutto un raccoglitore di articoli informativi sui viaggi fatti, ma rappresenta per me un piacevole hobby a cui ultimamente, per i tanti impegni universitari, non sono riuscita a dedicarmi. Approfitto, quindi, di questo tempo “vuoto” per arricchirlo.

Grazie a Instagram ho scoperto Fondazione Prada

Non nascondo che il mio rapporto con Instagram è alquanto conflittuale, ma devo ringraziare questo social per presentarmi spesso un’innumerevole proposta di luoghi meravigliosi, molti dei quali nemmeno conosco. È stato così per il colorato borgo di Dozza, in provincia di Bologna, e per Rocchetta Mattei, che spero di visitare presto. Recentemente, sempre grazie a Instagram, ho scoperto le particolari sale espositive della Fondazione Prada di Milano e a fine gennaio, trovandomi nel capoluogo lombardo con mia mamma, ho approfittato per vederla.

Cosa è Fondazione Prada

Fondazione Prada è un complesso di ex edifici industriali e di padiglioni moderni che ospita mostre permanenti e temporanee. Si trova nella zona sud di Milano, in via Largo Isarco 2, poco distante da Porta Romana. Il complesso è aperto lunedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 19:00 e venerdì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 21:00. La Haunted House, l’edificio rivestito in foglia d’oro, invece, chiude alle 18:00. Il biglietto intero costa 15€, mentre quello ridotto 12€ (vi suggerisco di consultare il sito ufficiale per maggiori dettagli).

un pomeriggio a Fondazione Prada

Fondazione Prada Milano

Un pomeriggio a Fondazione Prada

Fondazione Prada Milano

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La torre di Fondazione Prada

Il 20 aprile del 2018 è stata aperta al pubblico la torre di Fondazione Prada, un imponente edificio in cemento bianco alto 60 metri, al cui interno si trovano alcune delle esposizioni più interessanti di tutto il complesso, come per esempio la famosa sala dei funghi rovesciati. Si tratta dell’Upside Down Mushroom Room, progettata dall’artista tedesco Carsten Holler. Dopo aver percorso un lungo e sinuoso corridoio completamente al buio (vi è un corrimano sulla destra che permette di seguire la direzione), ci si trova in una stanza luminosa caratterizzata da grandi funghi rovesciati appesi al soffitto, molti dei quali girano su se stessi. L’illuminazione, essendo tutto capovolto, proviene dal basso, grazie a delle sottili fessure da cui esce luce al neon. In questa sala particolare dall’atmosfera fiabesca mi sono sentita come la piccola Alice di Lewis Carroll e non ho potuto fare a meno di approfittare dei pochi visitatori presenti quel giorno e di mia mamma per farmi scattare qualche foto.

Fondazione Prada Milano

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Se il nono piano, che ospita la famosa sala dei funghi, è privo di finestre, l’ottavo piano, in contrasto, è caratterizzato da un’ampia vetrata da cui si gode di un magnifico panorama su Milano. L’attrazione principale della sala, però, non è solamente la fantastica vista sulla città, ma anche l’insieme di opere ideate dall’artista britannico Damien Hirst che hanno per tema la mosca. Oltre a grandi teche di vetro posizionate al centro della stanza, spicca il grande pannello nero appeso a una parete: si tratta di un’enorme tela scura composta da un’innumerevole quantità di mosche.

Fondazione Prada Milano

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Sulla lunga parete opposta all’ampia vetrata si trovano i dipinti bizzarri dell’artista newyorkese William Copley, che per le sue opere troppo esplicite è stato spesso poco accettato negli Stati Uniti, ma molto apprezzato in Europa nel corso del ‘900.

Fondazione Prada Milano

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Continuando la visita nei piani inferiori si trovano altre esposizioni particolari, quali Confluenze dell’artista italiano Pino Pascali, scomparso prematuramente nel ’68, e Negative Steel Square & Negative Steel Circle del californiano Michael Heizer. La prima opera consiste in due serie di vasche basse e quadrate piene d’acqua che confluiscono verso un’ampia vetrata, mentre la seconda è un insieme di grandi figure geometriche in ferro appese alle pareti.

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In un altro piano è ospitata l’opera Bel Air Trilogy di Walter de Maria, realizzata nella prima decade del 2000. Si tratta di tre Chevrolet Bel Air modello bicolore hard-top del 1955 che vengono attraversate da barre in acciaio inossidabile. Spesso è complicato comprendere il significato delle opere d’arte moderne, ma credo che se ci soffermiamo a osservarle attentamente, possiamo ipotizzare il messaggio che l’artista vuole trasmettere. Ruote sgonfiate, specchietti retrovisori rimossi e un lungo palo che trafigge la vettura: auto d’epoca bellissime, ma ormai impossibili da guidare e quindi non più funzionali. Esse rappresentano, dunque, il bello, ma non più l’utile come un tempo e adesso meritano solamente di essere ammirate.

Fondazione Prada Milano

Continuando a scendere si arriva all’ultima sala espositiva dove si trovano i meravigliosi Tulips dell’artista statunitense Jeff Koons (forse molti lo ricorderanno per essere stato, seppur per poco, il marito di Ilona Staller, alias Cicciolina, negli anni ’90). L’opera dei sette tulipani in acciaio inossidabile, tutti di colori diversi, è una firma dell’artista – anche il Museo Guggenheim di Bilbao ne conserva una (ho avuto il piacere di vederla nel giugno del 2018) e l’autunno scorso è stato inaugurato a Parigi il Bouquet of Tulips, un gigante mazzo di 11 tulipani dedicato alle vittime degli attentati terroristici che hanno segnato la capitale francese nel 2015.

Fondazione Prada Milano

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Fondazione Prada è sicuramente un luogo che merita di essere visitato, soprattutto se siete appassionati di arte e di architettura. Conto di tornarci presto, casomai con mia sorella, per provare il ristorante Torre e il bar Luce, progettato dal regista americano Wes Anderson.

Un abbraccio virtuale a tutti,

Valentina

12 thoughts on “Un pomeriggio a Fondazione Prada

  • marzo 10, 2020, 7:16 am

    Incantevole davvero. Ne ho sempre sentito parlare e ho potuto constatare tramite le diverse foto che ho visto anche su Instagram che è un luogo che vale assolutamente la pena di visitare. Speriamo che questo incubo finisca presto, per poter tornare a viaggiare sereni.

    • marzo 10, 2020, 1:36 pm

      Il desiderio di tornare a viaggiare sereni o quello “semplicemente” di riprendere a vivere spensierati è condiviso da tutti. Quando questa grave situazione sarà terminata, ti consiglio di visitare Fondazione Prada, uno spazio davvero interessante

  • Al
    marzo 10, 2020, 9:45 am

    Ma quanto è bello! Particolare e ricco di tanti spunti interessanti … ne avevo sentito parlare molte volte ma non lo immaginavo così ampio e così bello! Anche io ho con IG un rapporto conflittuale ma devo ammettere che spesso fa scoprire dei luoghi davvero molto particolari, belli e interessanti

  • marzo 10, 2020, 9:47 am

    Ma che bello! Ne ho sentito parlare tante volte ma devo ammettere che non lo immaginavo così ampio e ricco! La stanza dei funghi è carinissima ma mi piace anche la stanza piena di vetrate con viste dove lo sguardo si perde. Anche io con IG ho un rapporto abbastanza conflittuale ma per scoprire luoghi insoliti, poco noti e molto pittoreschi è veramente utile

    • marzo 10, 2020, 1:37 pm

      Instagram spesso è una buona fonte da cui prendere ispirazione per i futuri viaggi 🙂 Fondazione Prada è meravigliosa, soprattutto la stanza dei funghi rovesciati

  • marzo 10, 2020, 12:53 pm

    Me ne ha parlato un’amica che è spesso a Milano per lavoro. Faccio una promessa: appena tutto questo finirà, andrò a Milano per un weekend perché pur essendo abbastanza vicina a casa mia, non la conosco per niente. La Fondazione Prada sarà una tappa, di sicuro.
    Mi raccomando continua a scrivere, anche di viaggi passati, perché come dici tu queste letture e queste immagini aiutano ad evadere.

    • marzo 10, 2020, 1:39 pm

      Brava Silvia, il mio augurio è che presto tutta questa drammatica situazione finirà e tutti noi riprenderemo a vivere serenamente, viaggiando e andando in giro. Fai bene a visitare Milano appena sarà possibile, il capoluogo lombardo offre davvero molto e Fondazione Prada è imperdibile 🙂

  • marzo 10, 2020, 4:03 pm

    Dalle foto sembra che ci fossi solo tu da sola nella fondazione 🙂 Mi sembra un posto molto interessante, non lo conoscevo.

  • marzo 11, 2020, 7:24 am

    La Fondazione Prada è uno di quei luoghi milanesi che vorrei tanto vedere. Spero passi presto questo problema del virus. Spero che tutti tornino presto a respirare.

  • marzo 11, 2020, 8:25 am

    Sono mesi che vorrei programmare questa visita e per un motivo o per l’altro non ci riesco! Spero, subito dopo la follia #coronavirus di riuscire ad organizzarmi!

  • marzo 11, 2020, 3:30 pm

    Conoscevo la Fondazione Prada solo di nome, non sapevo con precisione cosa vi fosse esposto. Speriamo di poter tornare a muoverci quanto prima, Milano meriterebbe davvero una visita!

  • marzo 12, 2020, 9:07 am

    Anche io ho scoperto Dozza sui social! Il potere della condivisione, a sostegno delle piccole realtà! Io non sono mai stata in Fondazione, appena riapriremo questa zona rossa..è sulla lista!

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