Chi ha divorato The Sinner?

Recensione romanzo The Sinner

Con questo post inauguro letture, una nuova sottocategoria del mio blog. Interrompo, quindi, i racconti sulla Provenza per parlarvi brevemente di un romanzo psicologico terminato da poco di leggere.

Mi considero una divoratrice di libri gialli e di romanzi thriller – pensate che spesso finisco un romanzo di Agatha Christie, la mia scrittrice preferita, in un paio di ore – ma nel caso di The Sinner è stato il mio cucciolo Charlie a divorarlo… nel vero senso della parola!

Recensione del romanzo The Sinner

The Sinner di Petra Hammesfahr (1999)

Il romanzo di Petra Hammesfahr, autrice tedesca di successo internazionale, si svolge in Germania e si apre con una scena alquanto bizzarra: la protagonista, Cora, una giovane ragazza di ventiquattr’anni sposata da due anni e mezzo e con un figlio di diciotto mesi, si sta concedendo al marito come è solita fare tutti i venerdì e i sabato sera:

“All’inizio andò tutto bene, musica natalizia di sottofondo e le effusioni di Gereon che si facevano più insistenti e appassionate. Lui scivolò giù lentamente, ma a quel punto diventò sgradevole. E non appena le mise la testa fra le gambe e lei avvertì la sua lingua, il volume della musica aumentò […] Qualcosa in lei si spezzò, o si schiuse violentemente, come una cassaforte spezzata. Era una sensazione irreale […] La ribellione fu solo un riflesso incondizionato. Gli cinse la nuca con le ginocchia premendogli le cosce intorno alla gola. Ancora un po’ e gli avrebbe spezzato il collo o lo avrebbe strangolato. Non se ne accorse nemmeno, tanto era lontana in quel momento.”

Dalle prime pagine il romanzo pare intrigante e il lettore, man mano che scorre il primo capitolo, non può fare a meno di chiedersi: “Perché una giovane donna, la cui vita sembra apparentemente serena e normale, tenta di uccidere il marito senza nemmeno rendersene conto?” Qualcosa le ha scatenato questo delirio, ma cosa? Questi primi segnali di pazzia, inizialmente molto confusi, culminano un sabato pomeriggio al lago Otto Maigler, poco distante da Colonia. Cora, il marito e il figlio stanno trascorrendo un’afosa giornata di luglio al lago, quando, improvvisamente, la giovane madre e moglie, come impazzita, si avventa su un uomo che si trova in spiaggia con la compagna e una coppia di amici, colpendolo ferocemente con un coltello. Lo stesso coltello che, qualche minuto prima, aveva utilizzato teneramente per sbucciare una mela al figlio. Il marito attonito, i bagnanti increduli e la polizia, le cui indagini sono condotte dal commissario Rudolf Grovian, non si capacitano dell’accaduto e si domandano, lettore compreso, cosa possa aver spinto una madre tanto amorevole e una moglie tanto accondiscendente a trasformarsi in una crudele assassina.

“La gente si sforzava come poteva per non tralasciare neppure il più piccolo dettaglio. Ma i loro racconti si concentravano sulla repentinità del delitto. Neanche un indizio su cosa avesse potuto innescare la catastrofe. In quei casi, lo sapeva per esperienza, la causa scatenante si annidava nel passato o nell’indole del colpevole.”

Nelle successive 400 pagine il lettore, insieme al commissario, entra lentamente nella mente di Cora, arrivando a scoprire il suo passato difficile, quasi sconcertante. Attraverso alcuni suoi ricordi confusi, a dei frammenti di frasi non concluse e a molte menzogne spesso considerate verità e viceversa, si riesce a far luce nel passato di Cora, dove è lì che occorre cercare quel particolare che l’ha trasformata in una pazza assassina. 

“Chi diavolo era? Una giovane donna che d’un tratto si era ritrovata a tu per tu con una parte spiacevole del suo passato, oppure una di quelle mine vaganti che per anni era parsa a tutti una persona normale e innocua per poi esplodere un bel giorno senza un motivo apparente?”

A causa di un’infanzia difficile – una madre bigotta e ossessionata dal peccato, definita in più di un’occasione dal marito e dai vicina “pazza”, una sorella minore gravemente malata e un padre apparentemente desideroso di possedere la figlia carnalmente – e di un’adolescenza altrettanto complicata – le prime esperienze sessuali sono state vissute da Cora in modo tutt’altro che consono – il vissuto della protagonista si delinea pian piano sempre più turbolento, morboso e traumatico. 

“Non l’ho mai odiata come nell’istante in cui si allungava sul letto. Allora sapevo che le mie dita e la candela non sarebbero bastate. Poi voleva quasi sempre parlare e sbaciucchiarsi un po’ con me. Se volevo davvero stancarla, dovevo leccargliela… Mi sentivo male al solo pensiero.”

“Poi si abbassò la cerniera dei pantaloni. Ma a quel punto mi era indifferente. Non faceva schifo. Non era molto diverso dal succhiarsi il pollice. Pensai alla mamma, a cosa avrebbe detto vedendomi lì. Sul pavimento con due uomini. Era sbagliato. Era tutto sbagliato. E allo stesso tempo meraviglioso. Avevo il fuoco nella pancia, lo spumante in testa, la cocaina nel sangue e Johnny dappertutto.”

Analizzando la psiche della giovane donna, soprattutto attraverso i suoi tanti ricordi molto frammentati, si riesce pagina dopo pagina a comprendere il perché di quell’atto folle. Soltanto alla fine si saprà se Cora conosceva l’uomo che ha accoltellato oppure se si è trattato solo di un raptus di follia.

Più che un consiglio di lettura, una recensione

The Sinner è senza dubbio un thriller psicologico molto complesso. La trama, a mio avviso molto originale e quindi interessante, viene ben sviluppata, ma il linguaggio, come avrete notato leggendo qualche paragrafo che vi ho riportato, risulta alquanto crudo, quasi volgare. All’interno del romanzo, infatti, vi sono vari passaggi che potrebbero turbare la sensibilità di qualsiasi lettore. Ammetto che leggendo alcuni termini mi sono sentita quasi in imbarazzo, ma al tempo stesso mi sono resa conto che queste espressioni così schiette sono state necessarie per descrivere appieno i ricordi inizialmente inaccessibili e poi confusi di Cora. Scavando nei meandri della sua psiche si accede al suo passato in cui si annidano profondi problemi legati al rapporto con i genitori e con la sorella, con il sesso e con la droga.

Un romanzo indubbiamente violento e morboso con un intreccio ingarbugliato, ma con un ritmo, secondo me, troppo lento (ho trovato alcuni passaggi superflui o addirittura noiosi). Il romanzo è suddiviso in solo 15 capitoli e, trattandosi di un libro di più di 400 pagine, capirete benissimo quanto possa essere lungo ciascun capitolo. Per di più, nonostante il ritmo non sia molto incalzante, all’interno dello stesso capitolo vi sono repentini cambi di scena, nonché di punti di vista e di voci narranti. Una tecnica brillante, peccato che più di una volta abbia perso il filo della narrazione (forse, spesso annoiata da questa lettura, mi “perdevo” alquanto facilmente).

Perché ho comprato questo romanzo?

Recensione del romanzo The Sinner

Semplicemente perché sono stata attratta – mi piacerebbe dire “ingannata”, ma non vorrei dissuadervi dal leggere il libro – dalla copertina. Spicca un’immagine della bella e brava attrice Jessica Biel. Dal romanzo The Sinner, che ormai ha 20 anni, nel 2017 è stata tratta la serie televisiva omonima che, come il libro, ha riscosso un grande successo. La prima stagione, infatti, dove la protagonista Cora è interpretata da Jessica Biel, è stata nominata ai Golden Globe l’anno scorso.

Non saprei se consigliare questo romanzo che per certi versi, utilizzando un eufemismo, mi ha stomacato. Di certo non si tratta di una lettura leggera.

Arrivata all’ultima pagina, dopo aver scoperto la verità, mi sono detta: “Finalmente l’ho finito”. Più di una volta, infatti, sono stata tentata di chiudere il libro e di archiviarlo, senza sapere cosa fosse realmente successo alla protagonista. Ora, terminato il romanzo e averlo velocemente sfogliato di nuovo per scrivere questa recensione, posso finalmente riporlo nella mia libreria e concentrarmi sulla pila di libri posti sul mio comodino. Tra questi spicca un romanzo di Agatha Christie e credo proprio che inizierò a leggere una “nuova” avventura di Miss Marple, l’arzilla zitella inglese che sempre più spesso sto apprezzando. Sono certa che tra le pagine della Christie si leggerà di un delitto – forse anche più di uno – e si troverà anche un’accurata analisi della psiche umana, ma  sicuramente non ci sarà quella volgarità che caratterizza sempre più spesso i romanzi thriller attuali.

Vi abbraccio e vi auguro un buon weekend, nonché una buona fortuna nel caso decideste di leggere questo romanzo!

Valentina

12 thoughts on “Chi ha divorato The Sinner?

  • luglio 26, 2019, 8:52 am

    Non voglio passare per bigotta come la madre della protagonista ma un romanzo che alla fine ti ha “stomacato” non merita neppure il posto nella libreria, buttalo direttamente nel cestino! Anche io sono appassionata di gialli ma la suspence si crea con l’arte della scrittura e con la costruzione della narrazione, la volgarità non è sempre necessaria, anzi a volte è superflua.

  • luglio 26, 2019, 8:53 am

    Grazie del consiglio – lo stavo giusto acquistando ieri, poi ho optato per un manuale che mi serve per lavoro . Ci penserò quando sarò in vacanza. Al momento ti ringrazio della recensione.

  • luglio 26, 2019, 12:50 pm

    In genere non mi piacciono molto questi libri e, in effetti, hai confermato la mia sensazione iniziale. Charlie, chiaramente, non è d’accordo, ma lui ha altri “gusti” 😉

  • luglio 27, 2019, 5:07 am

    A me di solito non fa impazzire il genere giallo e thriller (tranne Agatha Christie che naturalmente è molto di più!! 😉 ), ma mi piace la tua recensione schietta. E poi adoro Jessica Biel, ce la vedo per un personaggio simile 🙂

  • luglio 29, 2019, 12:02 am

    Certo che Charlie è un grandissimo estimatore di libri! Avrei adorato questo genere di trame da ragazzina (sono stata una lettrice molto precoce) ma adesso opto per storie più rilassanti. Lo considero però per un regalo.

  • luglio 30, 2019, 6:58 am

    Wow, ho letto la tua recensione tutto di un fiato, non oso immaginare come mi prenderebbe il libro!!! La trama sembra essere davvero intrigante, di quelle che ti lasciano sempre un pò di amaro in bocca, una volta arrivati alla fine.

  • luglio 30, 2019, 8:00 am

    A me di solito la volgarità non disturba, ovviamente deve essere contestualizzata altrimenti lancio il libro nel cestino. Qui però, da come ne parli, sembra esserlo quindi mi hai incuriosita. Anche io adoro i gialli, sto leggendo adesso un della Christie (La serie infernale), anzi è quasi finito.
    Mi ricordo della Biel nominata ma non mi ero soffermata sulla serie, penso darò una chance anche a quella. Grazie per la recensione schietta 🤗🤗

  • luglio 30, 2019, 7:30 pm

    Mi piace questa tua nuova rubrica! Io sono sempre alla ricerca di nuove letture sia in viaggio che nel (poco) tempo libero. Sono certa che verrò volentieri a sbirciarti per scovare qualche nuovo libro da leggere! 🙂

  • agosto 1, 2019, 4:40 am

    Ho sentito parlare di questo romanzo e mi fa piacere leggere che non si tratti di una lettura leggera. Mi sa che lo compro.

  • agosto 9, 2019, 12:55 am

    A me di solito non fa impazzire, ma mi piace la tua recensione, anche perché adoro leggere e così posso scoprire qualche romanzo interessante.

  • agosto 9, 2019, 9:42 pm

    Quando si arriva alla fine di un libro pensando che finalmente è finito, non è mai bello. Leggere dovrebbe essere un piacere, ma in questo modo diventa tortura.
    L’inizio sembrava anche intrigante ma leggendo la recensione ho capito che non ne valeva la pena e il tuo giudizio finale me l’ha confermato.

  • settembre 20, 2019, 6:54 am

    Non ho ancora letto il libro .. ma ho visto la serie TV con Jessica Biel .. wow! Bello. E di solito il lilbro è meglio del film. Leggerò il libro in aereo Vs San Francisco.

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