Le mie esperienze Erasmus in Spagna

Erasmus in Spagna, perché partire

Perché partecipare al programma Erasmus è sempre una buona idea

Durante i miei cinque anni universitari ho avuto la fortuna di vincere tre borse Erasmus, quindi nel post di oggi vi parlo di queste tre esperienze in Spagna e dei principali motivi che mi hanno spinto a candidarmi e a partire.

Cos’è l’Erasmus

Per chi non lo sapesse l’Erasmus è un programma europeo destinato agli studenti universitari che permette ai giovani di trascorrere un semestre o un anno in un’università europea. Esistono diversi tipi di mobilità: per studio, per ricerca tesi, per tirocini da laureandi e per tirocini da neolaureati.

Come candidarsi al programma Erasmus

Innanzitutto vi consiglio di tenere sotto controllo i bandi di mobilità delle vostre università. Generalmente in primavera escono i bandi per le partenze di settembre e in autunno quelli per le partenze del secondo semestre, quindi da febbraio in poi. Per partecipare ai programmi Erasmus occorre essere iscritti regolarmente o a un corso di laurea triennale o a un corso di laurea magistrale o a un dottorato di ricerca. Occorre poi aver verbalizzati nel libretto minimo 12 CFU, quindi aver sostenuto o un esame da 12 crediti o due esami da 6 crediti ciascuno o un paio di esami da 3 crediti ciascuno. La media dei voti è rilevante nel momento della selezione, quindi più alta sarà la media e più possibilità avrete di vincere la borsa Erasmus. Occorre poi avere una conoscenza di base della lingua del paese scelto (si possono scegliere fino a cinque città europee, non necessariamente dello stesso stato). Nel momento della candidatura, infatti, vi verrà chiesto di fare un test linguistico online per attestare il livello. Occorre poi inviare una lettera motivazionale (normalmente redatta in italiano), in cui non solo vi presentate, ma elencate anche i motivi per cui vorreste partire per l’Erasmus.

Possono, quindi, candidarsi al programma Erasmus gli studenti universitari di tutte le facoltà. Nonostante sia un’esperienza molto indicata per gli studenti di lingue straniere, durante i miei soggiorni in Spagna ho incontrato molti studenti di legge, di medicina, di matematica che hanno scelto questo programma per migliorare una lingua straniera e per viversi un’esperienza all’estero a mio avviso indimenticabile.

Una volta chiuso il bando, una commissione si riunisce per valutare le varie candidature e stilare la graduatoria, che viene pubblicata generalmente sulla pagina web della vostra università massimo un mese dopo la chiusura del bando.

Le mie esperienze Erasmus

Ho studiato lingue e letterature occidentali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, quindi durante il corso di laurea triennale mi sono formata in inglese e spagnolo, mentre nei due anni della magistrale mi sono specializzata in lingua e letteratura spagnola. Ho avuto la fortuna, grazie soprattutto a una media molto alta e a delle buone lettere motivazionali preparate con cura, di vincere tre borse Erasmus. Come destinazioni ho scelto tre città della Spagna che mi sono rimaste nel cuore e che tutt’oggi visito sempre con grande piacere.

Erasmus studio a Córdoba: settembre 2014 – luglio 2015

Nel settembre del 2014 sono partita per Córdoba, una bellissima città dell’Andalusia di cui mi sono innamorata, nonostante il grande caldo, già nel luglio dello stesso anno, quando ero andata con mia mamma a cercare alloggio. Ho trascorso, quindi, tutto il terzo anno della laurea triennale a Córdoba, studiando presso la Facultad de Filosofía y Letras. Ho partecipato alle lezioni in spagnolo e sostenuto tutti gli esami del terzo anno che avrei dovuto sostenere a Venezia. Una volta rientrata in Italia, dopo ben 10 mesi in Spagna, ho scritto la tesi di laurea triennale e a novembre del 2015 mi sono laureata.

Davanti la Facultad de Filosofía y Letras di Córdoba, settembre 2014

Erasmus a Córdoba

Córdoba, a mio avviso, è una delle più belle città di tutta la Spagna. Non tanto grande, quindi non troppo caotica, è semplicemente perfetta come meta per un Erasmus. Le università di lettere, di medicina e di giurisprudenza sono ben rinomate e la città offre svaghi per tutte le età, soprattutto vari pubs e discoteche per i giovani.

I giardini dell’Alcazar de los Reyes Cristianos 

Córdoba, Erasmus in Spagna

Nel giardino del Palacio de Viana

Erasmus in Spagna

Passeggiando per il centro storico di Córdoba

Erasmus a Córdoba

Erasmus per tirocinio a Málaga: febbraio – maggio 2017

Nei due anni del corso di laurea magistrale, normalmente, è previsto un tirocinio formativo (in Italia o all’estero) dal valore di 6 CFU senza il quale è quasi impossibile laurearsi. Ho scelto, ovviamente, di svolgere questo stage all’estero, così mi sono candidata di nuovo al programma Erasmus nell’autunno del 2016. Prima di preparare i vari documenti per la candidatura, ho cercato un ente ospitante in cui svolgere il tirocinio. Spesso l’università offre qualche ente, ma io ho preferito cercarlo in autonomia, in modo da poter scegliere sia la città che il periodo di mobilità e la mansione. Ho scelto, quindi, la Cervantes Escuela Internacional di Málaga (una scuola in cui avevo studiato lingua spagnola sia nel 2014 che nel 2016), dove ho svolto un tirocinio di tre mesi come receptionist.

Vista su Málaga dal Castillo de Gibralfaro

Erasmus a Málaga

Málaga è una città in cui ero già stata, quindi già conoscevo i principali luoghi di interesse, le caffetterie e i ristoranti del centro. Tornare in questa bella città affacciata sul mare è stata comunque una grandissima emozione! Anche Málaga, infatti, quasi come Córdoba, occupa un posto speciale nel mio cuore. Si tratta di un’altra meta molto indicata per un Erasmus, dal momento che non è molto grande e soprattutto offre bellissime spiagge, locali interessanti e un clima molto mite in inverno e non troppo caldo in estate.

A metà febbraio del 2017 sono partita per Málaga, dove sono rimasta per tre mesi lavorando come receptionist in questa scuola di spagnolo. L’ente ospitante, gentilmente, mi ha offerto l’alloggio con spese di luce, acqua e gas incluse. L’appartamento in cui vivevo, poi, era distante pochi metri dalla scuola, quindi andavo al lavoro a piedi impiegando meno di 10 minuti. Lavoravo dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 8 h al giorno, occupandomi principalmente dell’iscrizione dei nuovi studenti e dell’organizzazione delle attività pomeridiane. Un lavoro interessante che mi ha permesso di conoscere persone provenienti da tutto il mondo e di migliorare sicuramente le mie conoscenze linguistiche, dal momento che parlavo tutti i giorni sia inglese che spagnolo.

Trasloco a Málaga (dopo tanti viaggi non ho ancora imparato a viaggiare leggera!)

Erasmus a Málaga

Visitando il Teatro Romano di Málaga sotto la pioggia

Málaga, Teatro Romano

Spiaggia di Málaga

La spiaggia di Málaga

Erasmus per tirocinio post lauream a Madrid: aprile – giugno 2018

Nell’autunno del 2017, quando ormai avevo finito con le lezioni universitarie e mi dedicavo solo a scrivere la tesi della laurea magistrale, ho deciso di candidarmi di nuovo al programma Erasmus per un tirocinio post lauream. Dopo essermi laureata a fine marzo, sono partita per il mio terzo ed ultimo Erasmus in Spagna. Come per il precedente tirocinio, ho scelto con una certa attenzione l’ente ospitante. Ho optato per un liceo scientifico bilingue di Madrid – da tempo ormai sognavo di trascorrere un paio di mesi nella bellissima capitale spagnola – lavorando come professoressa di lingua e letteratura italiana e spagnola. Un’esperienza molto interessante attraverso la quale ho potuto comprendere e apprezzare il difficile lavoro dell’insegnante!

Primavera nel Parque del Buon Ritiro, il polmone verde di Madrid

Madrid, Erasmus

Il Palacio de Cristal all’interno del Parque del Buen Retiro dove spesso vengono allestite mostre temporanee

Palacio de Cristal, Madrid

Visitando l’antica casa, oggi museo, del pittore valenciano Sorolla

Museo Sorolla di Madrid

Sei motivi per partecipare al programma Erasmus

I motivi per partecipare al programma Erasmus sono molteplici se non infiniti! Per questo post ne ho selezionati sei e spero vivamente che vi facciano riflettere e soprattutto invoglino i giovani studenti a considerare questi programmi come esperienze di vita che sicuramente arricchiscono ed aiutano a crescere:

  1. Migliorare una lingua straniera: vivere in una città al di fuori dell’Italia dove si entra costantemente in contatto con persone che non parlano italiano, “costringe”, ovviamente, a parlare quotidianamente la lingua del posto. Che andiate al supermercato o al cinema o in palestra, sarete circondati da persone che parlano la loro lingua e da cartelli non scritti in italiano. Quotidianamente, quindi, avrete l’opportunità di praticare quella lingua che inizialmente, come è normale, padroneggiate poco, ma che nel giro di poco tempo riuscirete a dominare con sicurezza.
  2. Studiare e/o lavorare all’estero: partecipare al programma Erasmus, come abbiamo visto, permette allo studente universitario di studiare per un semestre o per un anno intero in una facoltà europea e di lavorare per un minimo di due mesi e un massimo di 12 presso un ente europeo. Si tratta di esperienze fondamentali che indubbiamente arricchiscono, offrendo una visione più amplia e variegata sulle università e sui posti di lavoro non italiani. Durante i 10 mesi di Erasmus studio a Córdoba, per esempio, ho avuto la possibilità di conoscere vari professori spagnoli con metodi di insegnamento alquanto diversi da quelli impiegati dai docenti di Ca’ Foscari. Nell’Università di Córdoba, infatti, le classi sono poco numerose e nel corso del semestre, come in una scuola superiore, si svolgono alcune esposizioni in classe e ricerche. Le valutazioni di queste prove fanno poi media con il voto dell’esame finale. Gli esami di fine corso, poi, sono generalmente scritti (a Venezia, invece, sono principalmente orali).
  3. Arricchire il proprio CV: le esperienze di studio o di lavoro all’estero sono sempre molto apprezzate da un possibile datore di lavoro. Avere alle spalle un’esperienza di questo tipo significa che siete persone coraggiose, con un certo spirito di adattamento e con una certa padronanza dell’inglese e/o di un’altra lingua straniera. Un’esperienza Erasmus, dunque, conferisce sempre un tocco in più non solo al vostro bagaglio culturale, ma anche al vostro CV.
  4. Crescere e maturare: un’esperienza di studio o di lavoro all’estero indubbiamente aiuta a crescere e a maturare. Vi troverete a vivere in un paese a voi poco noto lontano dai vostri affetti familiari. Dovrete, quindi, imparare a cucinare, a fare il bucato e, perché no, anche a stirare. Sarete voi che andrete a fare la spesa e che dovrete, insieme ai vostri compagni di appartamento, mantenere pulita la casa. Mansioni che sembrano scontate quando si vive con mamma e papà, ma che improvvisamente diventano fondamentali e vi portano via del tempo ogni giorno. Vivendo lontano dai genitori, poi, si acquista anche una certa responsabilità: si impara a fare i conti, prestando un occhio particolare alle spese domestiche. Si impara anche a condividere gli spazi comuni con i compagni di appartamento, impegnandosi a rispettare gli altri (una convivenza non è mai facile, ma con un po’ di educazione e di impegno si possono istaurare dei bellissimi rapporti).
  5. Conoscere nuove persone: sicuramente conoscerete nuove persone provenienti da diversi paesi. In università, per esempio, ci saranno altri studenti Erasmus o di programmi exchange analoghi. Molto probabilmente, poi, condividerete l’appartamento con studenti di varie nazionalità. A Córdoba, per esempio, vivevo con una giovane biologa spagnola e con un’aspirante insegnante americana: entrambe molto simpatiche e alla mano. Alle varie feste Erasmus, poi, ho conosciuto moltissimi coetanei con cui ho condiviso anche qualche viaggio.
  6. Viaggiare: chissà perché ma spesso si pensa all’Erasmus come a un’infinita vacanza piuttosto che a un periodo di studio o di lavoro fuori dall’Italia. Sicuramente, vivendo in una città nuova, avrete l’opportunità di scoprirla in lungo e in largo, visitando anche i posti meno turistici che si trovano nei dintorni. Vi consiglio, poi, di partecipare a qualche viaggio promosso dai tanti gruppi Erasmus che ci sono in tutte le città per scoprire in buona compagnia e a prezzi irrisori nuove mete. Mentre mi trovano in Erasmus a Córdoba ho visitato varie città spagnole (Ronda, Granada, Sevilla, Madrid, Salamanca e Toledo), l’Algarve, e il Marocco. Durante il tirocinio a Málaga ho scelto di tornare in Portogallo e ho optato per esplorare con un gruppo di amici il nord del Marocco. Quest’anno, invece, mentre mi trovavo a Madrid, sono tornata in Andalusia, ho visitato la periferia di Madrid e ho scoperto Bilbao e parte dei Paesi Baschi.

Qualche consiglio

Alcuni consigli che mi sento di dare a tutti coloro che stanno per partire per un programma Erasmus sono di lasciare a casa i pregiudizi su differenti culture (ogni paese ha le proprie, impariamo a rispettarle!); avere una mente abbastanza elastica per saper comprendere anche le abitudini altrui; imparare a mettersi in discussione e ad ascoltare gli altri; avere un minimo di spirito di adattamento; infine godersi appieno questa esperienza unica ed indimenticabile!

Vi lascio con questa celebre frase di Anatole France, autore francese Premio Nobel per la letteratura nel 1921, e vi auguro un buon weekend!

“Qual’è il vero significato della parola viaggiare? Cambiare località? Assolutamente no! Viaggiare è cambiare opinioni e pregiudizi”

Un abbraccio affettuoso,

Valentina

Erasmus a Málaga

12 thoughts on “Le mie esperienze Erasmus in Spagna

  • dicembre 6, 2018, 9:29 am

    Ciao Vale, avrei sempre desiderato fare l’Erasmus purtroppo non ho avuto questa opportunità però sono stata una settimana a trovare una mia amica in Erasmus a Malaga! È stata una bella esperienza!!!

    • dicembre 6, 2018, 4:50 pm

      Ciao Sara, l’Erasmus è una bellissima esperienza che consiglio a tutti! Ti consiglierei qualche vacanza studio all’estero, anche se non è la stessa esperienza dell’Erasmus.

  • dicembre 7, 2018, 8:16 am

    Complimenti per le tue esperienze, e anche per la consapevolezza con cui ne parli! Ai miei tempi di dinosauro la borsa si poteva vincere una volta sola! Ps: amo la citazione finale sul cambiare opinioni e pregiudizi. What else <3

  • Giulia
    dicembre 7, 2018, 8:18 am

    Grandissima Valentina, bellissime esperienze che arricchiscono sia il CV ma sopratutto il bagaglio culturale e linguistico. La Spagna poi mi piace tantissimo, mi piacerebbe passarci un periodo per studiare meglio la lingua

    • dicembre 9, 2018, 9:16 am

      Grazie mille Giulia! La Spagna è un paese fantastico… ti consiglio città quali Valladolid, Madrid o Salamanca, dove ci sono ottimi centri linguistici. Anche l’Andalusia va bene, ma nel sud si parla principalmente l’andaluso, un po’ diverso dal castellano vero e proprio.

  • dicembre 7, 2018, 9:05 am

    Io di Erasmus ne ho fatto uno solo, in Saarland. È stata un’esperienza strana, trovarsi in un posto mai conosciuto eppure tanto familiare, dove anche le cose più bizzarre avevano un senso. O perlomeno lo avevano per me.
    Hai ragione, l’Erasmus insegna tantissimo e spesso ti mette di fronte a sfide e limiti che, altrimenti, non ci saremmo trovati di fronte. Dalla logistica delle valigie alle lavatrici in comune passando per la civile convivenza ci sono tantissime piccole lezioni nascoste in quei mesi all’estero..

    • dicembre 9, 2018, 9:17 am

      Ben detto Samantha!! Un’esperienza di studio e di vita!

  • dicembre 7, 2018, 1:52 pm

    Come dici tu credo che l’Erasmus sia davvero un’esperienza unica e indimenticabile che qualsiasi universitario dovrebbe fare. Io purtroppo non sono riuscita a farla ed è una delle cose che rimpiango di più di non aver fatto durante i miei miei studi. Spero però di riuscire a visitare presto Malaga da viaggiatrice 🙂

    • dicembre 9, 2018, 9:21 am

      Ciao Monica, ti auguro di visitare Málaga perché è davvero una bella città a misura d’uomo!

  • dicembre 9, 2018, 1:57 pm

    Io non ho fatto l’Erasmus perché lavoravo e studiavo e non me la sentivo di lasciare un lavoro a tempo indeterminato. Ora, invece, non ci penserei due volte. Le mie scelte erano tutte per la Germania e l’Inghilterra. Un paio d’anni fa, passando per Jena (in Germania), mi batteva forte il cuore perché sarebbe stata la mia prima scelta in caso di Erasmus.

  • dicembre 11, 2018, 6:46 pm

    Che bella esperienza fare l’Erasmus!
    Purtroppo ho passato il periodo universitario già da un po’ e ai miei tempi non era così facile nè così comune fare un’esperienza di studi all’estero.
    Brava che ti sei buttata in questa avventura, sono esperienze utili e che fanno crescere tanto!

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