La cucina marocchina

Per concludere il post sul Marocco, oggi vi parlo della cucina marocchina e soprattutto dei vari bazar che ho visitato durante il viaggio. Ogni volta che mi reco in un paese straniero, cerco sempre di scoprire la cucina tipica del posto e poi di riprodurre qualche piatto caratteristico una volta tornata a casa. Durante i cinque giorni trascorsi nel cuore del Marocco, ho assaggiato non solo il classico cous cous con pollo e verdure, uno dei miei piatti preferiti, ma anche il tajine, famoso piatto marocchino che prende il nome dal recipiente di terracotta in cui la carne viene stufata per diverse ore con legumi e verdure, e ottimi piatti unici, composti da spiedini di carne, accompagnati con verdure, agrumi e riso.

Il primo giorno in Marocco, durante il lungo viaggio da Tarifa ad Ait Ayach, ci siamo fermati a pranzare lungo la strada, in una sorta di ristorante all’aperto, in cui si preparava sia il tajine che della semplice carne alla piastra. Ciò che più mi ha colpito, se non addirittura scioccato, di questo “ristorante” e, più in generale, dei vari banconi dei mercati marocchini, è la poca attenzione prestata all’igiene. La carne, infatti, viene tranquillamente esposta senza alcuna protezione. Per la cena, invece, abbiamo mangiato nell’hotel di Ait Ayach, dove ci hanno servito degli squisiti spiedini di carne speziata con verdure, riso bianco in agrodolce e patatine fritte. Per quanto riguarda le bevande, mi era stato più volte consigliato di bere l’acqua solo in bottiglia. A mia volta, dunque, vi consiglio vivamente di non  bere da fontane o pozzi d’acqua e di assicurarvi che le bottiglie siano ben sigillate.

Pranzo nell’hotel di Merzouga, dopo aver passato una notte in tenda in mezzo al deserto, con verdure e riso.

Provvista in una tenda beduina

Bar e ristoranti nella piazza El Hedim di Meknes

Mercato di Meknes: proprio come la carne, anche pane e focacce vengono esposti sulle bancarelle lungo la strada senza alcuna protezione.

Quando visito una nuova città, quasi sempre mi reco in un suo supermercato per vedere ciò che la gente è solita mangiare. In Marocco non potevo fare a meno di visitare un bazar, dove si vendono principalmente spezie, carne, frutta, verdura e dolci. Sono entrata, dunque, sia nel bazar di Meknes che in quello di Tangeri, entrambi coperti e molto grandi. I bazar possono essere paragonati a dei grandi labirinti proprio perché è molto facile perdersi al loro interno. Normalmente sono molto affollati, quindi vi consiglio di tenere d’occhio borse e zaini. Nonostante questo, girovagando per questi mercati in compagnia di una mia amica, mi sentivo abbastanza tranquilla. Oltre alle numerose bancarelle colorate, ricordo ancora molto bene l’intenso profumo di spezie che si respira all’interno di ogni bazar appena si entra.

Alcune bancarelle di frutta, di lumache e di cipolle, per la città di Meknes.

Nonostante la poca igiene prestata nel trattare i cibi, in questo caso è proprio vero il detto “paese che vai, usanza che trovi”, credo che la cucina marocchina, tanto speziata quanto variegata, sia una delle migliori che abbia mai assaggiato. Domani partirò di nuovo per il Marocco, un paese che continua ad affascinarmi, quindi presto vi racconterò del mio weekend marocchino.

2 thoughts on “La cucina marocchina

  • viaggiodolceviaggio
    ottobre 31, 2018, 4:52 pm

    Eh, sì, non è completo un viaggio…Se non si assaggiano tante specialità locali, per conservare nella memoria anche profumi, odori, gusti, sapori! Grazie per queste foto, che illustrano davero bene uno spaccato della società marocchina!

    • novembre 1, 2018, 9:43 am

      Spesso quando viaggio mi piace assaggiare la cucina locale! Quella marocchina mi è piaciuta molto… ritornerei in Marocco anche solo per il tajine!

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