Levizzano, Modena, Italia

In questa domenica di pioggia vi parlo brevemente di una piccola gita fuori porta di qualche giorno fa con la mia famiglia. Appena vedo un raggio di sole, prendo la mia macchina fotografica e propongo ai miei genitori e a mia sorella una scampagnata o una visita in qualche località. Mercoledì scorso ho deciso di visitare Levizzano Rangone, una frazione di Castelvetro di Modena, che si trova a pochi km da casa mia.

Levizzano è un piccolo paese molto curato circondato dalle morbide colline preappeniniche, in cui vi sono i vigneti del famoso Lambrusco Grasparossa. Su una di queste colline si trova il castello medievale dell’omonima frazione che ospita in questi giorni un’interessante mostra fotografica. Numerosi fotografi, infatti, hanno allestito le stanze del castello con fotografie di vario tipo: da quelle che presentato suggestivi paesaggi emiliani a quelle che mostrano scene di vita quotidiana dei giorni nostri e dei decenni passati.

Good morning, le fotografie di Davide Grossi mostrano episodi quotidiani familiari, quasi intimi, nelle case italiane

Il pavimento di una semplice sala del castello si è trasformato nel suolo di un bosco per ospitare le fotografie di Paolo Pierotti, che mostra nelle sue immagini in bianco e nero particolari del sottobosco

Qualche foto tra i vigneti: meravigliosi in questo periodo dell’anno, quando alcune foglie sono ancora verdi, altre già gialle e rosse

Arte Sella, Trentino, Italia

Uno dei miei posti preferiti è senza dubbio la montagna. La adoro in qualsiasi stagione: in inverno, quando per le strade si respira l’aria natalizia e le cime si ricoprono di neve; in primavera, quando le giornate si allungano e gli alberi incominciano a fiorire; in estate, per poter fare lunghe camminate fra i boschi; e in autunno, quando si può ammirare il meraviglioso foliage. Grazie a una mia cara amica che tempo fa mi aveva parlato di Arte Sella, una mostra un po’ particolare immersa nei boschi di Borgo Valsugana, in provincia di Trento, convinco la mia famiglia a trascorrere una calda giornata autunnale in Trentino.

In poco più di due ore raggiungiamo il lago di Caldonazzo, un bacino d’acqua tranquillo in cui si riflettono le basse montagne circostanti. Dato il panorama suggestivo, decidiamo di fare una breve camminata sul lungolago e io ne approfitto per scattare varie foto.

Nel primo pomeriggio, dopo un piacevole picnic nel bosco, iniziamo la visita di Arte Sella. Come ho accennato all’inizio del post, si tratta di una mostra, nello specifico di arte contemporanea, immersa nel bosco. Vi sono due aree espositive: una a pagamento (7 €), e una gratuita. Percorrendo a piedi entrambi i percorsi, si ammirano interessanti opere d’arte realizzate esclusivamente con materiali naturali, quali legno, foglie e pietre. Protagonista della mostra, infatti, è la natura, in cui l’arte si è fusa, creando con essa un connubio perfetto. Il risultato è una mostra a cielo aperto che ospita numerose opere singolari, quasi surreali. I colori degli alberi, poi, rendono ancora più suggestiva la passeggiata fra queste opere d’arte. Di seguito, vi mostro alcune delle tante foto scattate:

Lungo il percorso gratuito

Dentro l’area espositiva a pagamento

Il terzo paradiso

La  mia opera preferita

Info utili:

  • Arte Sella è aperta tutto l’anno: nei mesi invernali dalle 10:00 alle 17:00, in primavera e nel mese di ottobre dalle 10:00 alle 18:00, mentre in estate dalle 10:00 alle 19:00. Ogni stagione regala un paesaggio unico e meraviglioso. Credo che l’autunno, però, sia il periodo migliore, in quanto il colorato sfondo degli alberi rende le opere ancora più belle e interessanti.
  • Il percorso a pagamento dura circa un’ora, mentre quello gratuito due.
  • I cani, ovviamente tenuti al guinzaglio, sono i benvenuti.

Prima di rientrare a casa,  ci rilassiamo sul prato del lago di Levico, molto più turistico, e a mio parere meno caratteristico, rispetto al lago di Caldonazzo.

Venezia, Italia

A metà luglio sono stata a Venezia un paio di giorni per la laurea di una mia cara amica. Ho approfittato del soggiorno in laguna per scoprire alcuni luoghi di interesse che non avevo mai visitato nonostante i vari anni che ho trascorso vivendo a Venezia. Di seguito, in maniera schematica, vi mostro i luoghi che ho visitato in un giorno:

1. Padiglione dell’Azerbaijan, Campo (piazza) Santo Stefano, Sestriere (quartiere) San Marco

Ho iniziato la giornata visitando il Padiglione dell’Azerbaijan, uno dei tanti padiglioni allestiti per la nota mostra della Biennale, quest’anno dedicata all’arte (potrete visitarla fino al 26 novembre). Questo padiglione, il cui ingresso è gratuito, ospita una mostra dedicata al suo popolo, gli azeri. Titolo dell’esposizione è Under one sun, ossia Sotto un unico sole, e mostra, attraverso opere artistiche e video proiettati sulle pareti, l’abilità di questo popolo multietnico di convivere nello stesso paese. Significativo, infatti, è il sottotitolo della rassegna L’arte di vivere insieme. Fin dall’antichità, l’Azerbaijan, stato di non grandi dimensioni affacciato sul Mar Caspio, è abitato da popoli di origini diverse; per questo risulta essere un chiaro esempio di una società mista, che ha saputo accettare la convivenza di più etnie e ha promosso la varietà linguistica, religiosa e culturale all’interno del paese, “sotto lo stesso sole” appunto.

Questa composizione sferica, opera dell’installatore e scultore azero Elvin Nabizade, mostra un insieme armonico di vari strumenti musicali che rappresentano i diversi popoli dell’Azerbaijan. L’artista, attraverso quest’opera, ha voluto trasmettere il messaggio principale della rassegna, vale a dire la convivenza pacifica di differenti etnie all’interno del suo paese.

2. Fondaco dei Tedeschi, vicino al Ponte di Rialto

Dopo la breve visita al Padiglione dell’Azerbaijan, mi sono diretta verso il Ponte di Rialto per entrare nel Fondaco dei Tedeschi, un palazzo del XIII secolo affacciato sul Canal Grande. Un tempo questo palazzo svolgeva la funzione di albergo per ospitare i commercianti provenienti soprattutto dalla Germania e dal nord Europa. Ecco, dunque, spiegato il nome: Fondaco, dall’arabo funduq che significa albergo, dei Tedeschi. Dall’anno scorso questo imponente palazzo, che si sviluppa su quattro piani, ospita uno store di lusso. Vi sono numerosi negozi, un bar raffinato al piano terra, ascensori e scale mobili ricoperte da un tappeto rosso, e una terrazza lunga e larga, da cui si può ammirare tutta la laguna.

Di seguito vi mostro alcune foto della vista a 360° che si gode dalla terrazza del palazzo:

In lontananza si vedono le famose Mani, opere dell’artista Lorenzo Quinn. Si tratta di due grandi mani bianche che emergono dall’acqua e supportano Ca’ Sagredo, un antico palazzo veneziano, oggi hotel di lusso. Secondo l’artista romano queste mani simboleggiano il potere dell’uomo di salvare Venezia, “una città d’arte galleggiante che per continuare ad essere così ha bisogno del supporto della nostra generazione e di quelle future, perché è minacciata dai cambiamenti climatici”.

3. Libreria Acqua Alta, sestiere di Castello

Sia che siate in cerca di un libro o meno, una tappa alla Libreria Acqua Alta di Venezia merita sicuramente. Si tratta di una bizzarra libreria in cui vengono venduti principalmente libri di seconda mano. Per questo è possibile trovare fra gli scaffali un po’ impolverati antiche edizioni e stampe affascinanti. La libreria, non grandissima, è unica nel suo genere anche perché il proprietario ha utilizzato come contenitori dei libri vasche da bagno e gondole. Nel retro si trova un piccolo cortile in cui con dei vecchi manuali è stata creata una scala.

4. Scala Contarini del Bovolo, sestiere di San Marco

Ho terminato la mia giornata a Venezia visitando la poco conosciuta Scala Contarini del Bovolo, una bellissima scala esterna del palazzo trecentesco della nobile famiglia veneta Contarini. La scala, ribattezzata del Bovolo (in dialetto veneto significa chiocciola) per via della sua forma, ha riaperto al pubblico solo l’anno scorso. É possibile salire i suoi 80 gradini e ammirare così Venezia dall’alto della torre, dove si trova un piccolo belvedere. Vi lascio il link della pagina web della scala in modo tale che possiate trovare le informazioni riguardo orari e prezzi del biglietto: http://www.scalacontarinidelbovolo.com/it/orari-di-apertura-e-biglietti/ 

Dal belvedere della scala si vede anche il campanile di San Marco

Cascata delle Marmore, Umbria, Italia

Con questo post finisco di raccontarvi il mio weekend trascorso in Umbria. Dopo aver visitato il Lavandeto di Assisi e il borgo di Spello, mi sono diretta verso la Cascata delle Marmore, considerata la cascata più bella d’Italia. Numerosi intellettuali dell’Ottocento, infatti, rimasero colpiti dall’imponenza della cascata  tanto da parlarne nelle loro opere. Il poeta inglese Lord Byron, per esempio, la definì horribly beautiful (orribilmente bella) nel suo poema Childe Harold’s Pilgrimage. Si tratta di una cascata immersa nel verde che proprio per la sua potenza e bellezza continua ad attrae milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. Vi lascio il link del sito della Cascata delle Marmore in modo che possiate trovare tutte le informazioni di cui avete bisogno (orari, biglietti, visite guidate, etc.) per organizzare al meglio la vostra visita: http://www.marmorefalls.it/ita/0/home/ .

Una volta acquistati i biglietti sul posto, ho partecipato alla breve visita guidata in cui una guida ha dato alcune informazioni sulla cascata e ha fornito delle spiegazioni e curiosità interessanti riguardo il parco. Ho proseguito poi la visita percorrendo il sentiero n°3 e il sentiero n°2, due percorsi facili e non troppo lunghi (20/30 minuti ciascuno). Entrambi i sentieri consentono di passeggiare accanto il corso dell’acqua e di vedere dall’alto i due salti inferiori della cascata.

Qualche consiglio:

  • All’interno del parco consiglio di trascorrere almeno un paio d’ore;
  • Leggete attentamente dal sito gli orari di apertura dell’acqua della cascata;
  • Consiglio di indossare scarpe da trekking e abbigliamento comodo;
  • I cani possono entrare (con me, infatti, è venuto Leo);
  • All’interno del parco vi sono servizi igienici e bar.

Piazza Lord Byron

Leo visitando la Cascata delle Marmore

Lavandeto di Assisi, Umbria, Italia

L’idea di trascorrere un weekend in Umbria è sorta quando stavo cercando qualche località italiana in cui poter ammirare la fioritura della lavanda (il periodo migliore dipende molto dalle condizioni climatiche; indicativamente la lavanda si ammira in tutto il suo splendore le prime settimane di luglio). Cercando un po’ in internet ho scoperto che oltre la classica e meravigliosa Provenza, anche il nostro paese vanta vari campi di lavanda. Ve ne sono in Liguria, in Piemonte, in Friuli, in Emilia Romagna, in Toscana e in Umbria. Dopo alcune ricerche, ho optato per il lavandeto di Assisi, così da poter visitare anche alcune bellezze umbre che non conoscevo. Da qualche anno questo lavandeto, che si trova pochi km fuori Assisi, organizza negli ultimi weekend di giugno e nei primi di luglio una festa dedicata proprio a questa bellissima pianta dai fiori profumati. Vengono allestiti degli stand in cui si vendono non solo fiori e piante, ma anche prodotti alimentari a base di lavanda, come marmellate o sughi.

Approfitto di questo post per informarvi che ad ottobre il lavandeto organizzerà una festa dedicata alle salvie e che sono già stabilite le date per il prossimo festival della lavanda nell’estate 2018. Tutte le informazioni le trovate visitando il sito https://sites.google.com/site/illavandeto/.

Per quanto riguarda il vestito che indossavo, come ho scritto nel precedente post dedicato ad Assisi e a Spello, l’ho disegnato io. Una sarta, poi, me lo ha realizzato.

Assisi e Spello, Umbria, Italia

Come ho scritto nel precedente post https://www.travellingwithvalentina.com/it/travel/weekend-umbria-italy/ la vista dalla camera del Giotto Hotel di Assisi era meravigliosa. Ho approfittato quindi della bellissima location per scattare e farmi scattare qualche foto anche per mostrarvi questo vestito che ho disegnato qualche settimana fa. Una sarta professionista, poi, me lo ha realizzato. Dopo un’abbondante colazione in hotel e qualche foto, ho passeggiato per il borgo di Assisi, molto curato, per poi arrivare al lavandeto di Assisi in cui poter ammirare i campi di lavanda (scoprirete di più su questo giardino leggendo il prossimo post che pubblicherò a breve; ho preferito, infatti, dedicare un articolo a parte al lavandeto).

La Basilica di San Francesco ad Assisi

Nel primo pomeriggio ho visitato il borgo di Spello, in provincia di Perugia, famoso per i suoi vicoli in pietra decorati con fiori profumati e colorati. Nel borgo, infatti, ogni anno in estate viene organizzato un concorso per premiare la finestra, il balcone e il vicolo con le migliori decorazioni floreali. Grazie a questa iniziativa, gli scorci si arricchiscono di fiori e di ghirlande, trasformando questo piccolo paese dell’Umbria in un caratteristico borgo medievale che ricorda un quadro.

Dopo aver passeggiato per i vicoli del borgo, ho terminato il mio mini tour dell’Umbria visitando la Cascata delle Marmore, che si trova a una sessantina di km a sud di Spello in provincia di Terni. Vi parlerò del pomeriggio trascorso nel parco delle cascate nel prossimo post.

Gubbio e Assisi, Umbria, Italia

Nel post di oggi e in quelli che pubblicherò nei prossimi giorni, vi parlo del mio weekend in Umbria, una regione italiana che non non avevo mai visitato e che mi ha molto colpito per i suoi borghi medievali ben conservati. In solo due giorni ho scoperto il borgo in cui è stata girata la serie televisiva Don Matteo, ossia Gubbio; il paese natale di San Francesco, Assisi; Spello, il famoso borgo dei fiori; e le bellissime Cascate delle Marmore.

Prima tappa di questo mini tour nel cuore dell’Italia è stata Gubbio, soprannominata la “città dei matti” per via del carattere imprevedibile dei suoi abitanti, gli eugubini. La città, conosciuta soprattutto per essere stata il set della fiction Rai Don Matteo con protagonista Terence Hill, si presenta come un borgo medievale ben curato immerso nel verde. Ho iniziato la mia visita partendo dal teatro romano, costruito nel I secolo a. C., poi ho passeggiato per i vicoli del borgo, molto puliti, fino ad arrivare in Piazza Grande, dove si trova il Palazzo dei Consoli, un edifico in stile gotico risalente al 1300, le cui sale oggi ospitano le collezioni del Museo Civico.

Dopo aver mangiato una buona crescia, specialità umbra che consiste in una focaccia ripiena di affettati o formaggi, ho lasciato Gubbio e ho proseguito il mio tour verso Assisi, distante una cinquantina di km. Lungo la strada spesso ho ammirato vasti campi di girasoli: meravigliosi!

Una volta arrivata ad Assisi, ho visitato la Basilica di San Francesco, costruita nella prima metà del 1200 per volere del Papa Gregorio IX. La basilica è composta da due chiese sovrapposte molto differenti fra loro. Se la Chiesa Inferiore, infatti, si presenta come un ambiente cupo con basse volte dipinte con colori scuri, la Chiesa Superiore si mostra slanciata e luminosa. Le sue pareti, infatti, sono abbellite da affreschi dai colori accesi e da vetrate colorate. Come ho letto su una guida, queste due chiese così diverse fra loro potrebbero alludere al ciclo di vita dell’uomo: nella sua vita terrena l’uomo patisce e soffre, mentre in quella celeste gioisce e vive in eterno beato. Credo proprio che la bellezza di questo complesso risieda negli affreschi che decorano le pareti e accompagnano il visitatore narrando con le immagini episodi biblici e la vita del Santo. Come insegnava un mio vecchio libro di storia dell’arte, se si vuole comprendere l’essenza delle chiese francescane e domenicane, o più in generale delle chiese costruite in periodo medievale, occorre soffermarsi sulle pitture, utilizzate come strumento per istruire il popolo che era per lo più analfabeta. Proprio per questo motivo questi affreschi, con scopi didattici più che decorativi, erano conosciuti anche come la Bibbia dei poveri. Numerosi sono stati gli artisti che hanno decorato le pareti delle due chiese nel corso dei secoli; tra questi occorre citare i grandi Giotto e Cimabue.

Qualche consiglio riguardo la visita della Basilica:

La Basilica è aperta tutti i giorni dalle 8:30 (la Chiesa Inferiore apre alle 6:00) alle 6:50. Purtroppo all’interno delle due chiese e nella cripta dove si trova la tomba del Santo non si possono scattare fotografie e gli animali non sono ammessi (il mio cane Leo è rimasto in albergo; nel cortile delle due chiese, comunque, vari turisti hanno lasciato i loro cani legati ad aspettare fuori).

San Francesco con il lupo a Gubbio

Prima di partire per questo weekend in Umbria, ho prenotato con Booking una camera matrimoniale presso il Giotto Hotel & Spa Assisi, che si trova a neanche 200 metri dalla Basilica. La camera era ampia e pulita, la colazione inclusa nel prezzo variegata e la vista che spaziava sul borgo e sulle colline in lontananza molto bella e rilassante.

La vista dalla camera dell’albergo Giotto Hotel Assisi

Lago di Carezza, Trentino Alto Adige, Italia

Un caldo sabato di giugno, in cerca di fresco, sono andata con la mia famiglia al lago di Carezza, in provincia di Bolzano (Trentino Alto Adige). La bellezza e la particolarità di questo piccolo lago alpino, che si trova a ben 1530 m di altitudine, è il colore della sua acqua: un azzurro chiaro, in alcuni punti molto intenso, con macchie verde bottiglia. Proprio per i suoi colori brillanti questo bacino d’acqua è conosciuto in lingua ladina come il lago dell’arcobaleno. Numerose sono le leggende legate ai suoi particolari colori; la più diffusa ha come protagonisti un vecchio stregone e una bellissima ninfa che viveva nelle acque del lago. Un giorno il mago, consigliato da una strega del bosco, per sedurre la giovane fanciulla, decise di creare un meraviglioso arcobaleno. La ninfa uscì quindi dalle acque per ammirare il gioco di luce, ma venne spaventata dall’aspetto grottesco del mago, che, preso dall’ira, distrusse l’arcobaleno. La ninfa sparì e i pezzi colorati dell’iride caddero nel lago dove brillano tutt’oggi.

On a very hot Saturday in June, I went with my family to lake Carezza, near Bolzano (Trentino Alto Adige) to get some fresh air. The beauty and the peculiarity of this little alpine lake, which is located at 1530 meters above sea level, is partially due to its colour. In fact, the water is light blue, in some spots the blue is stronger, in other the water is green. Thanks to these beautiful colours, this lake is known in Ladin language as the lake of the rainbow. There are a lot of various legends related to its particular colours; the most popular deals with an old wizard and a beautiful nymph who lived in the lake. One day the wizard, advised by a witch of the forest, decided to built a wonderful rainbow in order to seduce the young girl. The nymph came out from the water to admire the amazing rainbow, but she was scared by the wizard’s grotesque face. The young girl disappeared in the lake and never reappeared, while the angry wizard destroyed the rainbow. All the little coloured pieces fell in the water, where nowadays they keep on shining.

Un caliente sábado de junio, en búsqueda de un poco de frescura, fui con mi familia al lago di Carezza, que se encuentra a unos 20 kilómetros de la ciudad de Bolzano, en la región de Trentino Alto Adige. La belleza y la particularidad de este pequeño lago alpino, a unos 1530 metros de altura, es el color del agua: principalmente es azul claro, en unos puntos azul intenso, y verde. Por sus colores llamativos esta pequeña cuenca de agua es conocida en el idioma ladino como el lago del arco iris. Muchas son las leyendas relacionadas a sus colores tan bonitos y particulares; la más conocida tiene como protagonistas a un viejo mago y a una ninfa muy guapa que vivía en el lago. Un día el mago, aconsejado por una bruja del bosque, para seducir a la joven, decidió construir un maravilloso arco iris. La ninfa salió del agua para admirarlo, pero se asustó viendo el rostro grotesco del brujo, que, enfadado, destruyó el juego de luz. La ninfa desapareció y los añicos colorados que formaban parte del arco iris cayeron en el lago donde siguen brillando hoy en día.

A rendere ancora più suggestivo il paesaggio è il gruppo montuoso di Latemar che incornicia il lago. Le sue cime, insieme ai pini e agli abeti rossi che circondano il lago, spesso si riflettono nell’acqua cristallina creando un panorama meraviglioso.

This breathtaking landscape is so astonishing thanks to the mountains which shelter the lake. The peaks Latemar, with their pines and red firs, surround the lake and reflect in the crystalline water, creating a trully stunning view.

El paisaje es muy sugestivo gracias al grupo de montañas del Latemar que enmarca el lago. Sus picos, juntos con los abetos rojos y los pinos que hay alrededor del lago, a menudo se reflejan en las aguas cristalinas creando un panorama maravilloso.

Per preservare la bellezza delle sue acque, non è possibile accedere al lago o rilassarsi a riva; il lago di Carezza, infatti, è circondato da una staccionata. Vi sono, però, un paio di punti panoramici dai quali si può ammirare il lago in tutto il suo splendore. Un signore del posto ci ha dato qualche informazioni interessante riguardo questo piccolo bacino d’acqua: è alimentato da affluenti sotterranei, il livello dell’acqua cambia a seconda della stagione (in estate il punto più profondo raggiunge i 20 metri), e la temperatura dell’acqua più “calda” viene registrata nel mese di agosto e non supera i 13 gradi.

In order to preserve the beauty of its water, swimming in the lake or even relaxing on its shores is not allowed. Access to the lake is also limited, in fact, the lake is surrounded by a fence. Nevertheless, there are some panoramic points from which one can enjoy the amazing view. A man that we met there explained to us that this little lake is “fed” by subterranean streams; its water level changes due to the season (in summer, when the glaciers melt, the deepest point is close to 20 metres); the warmest temperature of the water is in August when the water temperature reach up to  13 degrees.

Para preservar la hermosura de sus aguas, no es posible bañarse en el lago o relajarse en sus orillas. De hecho el lago de Carezza está rodeado por una verja de madera. Sin embargo, hay unos miradores desde los cuales se puede admirar el lago en todo su encanto. Un hombre que encontramos por allí nos dio unas informaciones interesantes sobre esta cuenca de agua: el lago es alimentado por afluentes subterráneos; el nivel del agua cambia a según de la temporada (en verano, con el derretimiento de los glaciares, el punto más profundo mide 20 metros); la temperatura del agua más “caliente” se graba en agosto y no alcanza los 15 grados.

Oltre al percorso attorno al lago è possibile intraprendere alcuni sentieri per i monti. Noi abbiamo optato per il più breve, che ci ha portato a passeggiare per il fitto bosco, dove spesso abbiamo trovato simpatici funghi di diverse dimensioni scolpiti nei tronchi.

In order to discover the surroundings of the lake, you can walk along one of the many paths through the mountains. We decided to walk in the woods, where we encountered small mushrooms carved in the tree trunks.

Cerca del lago hay muchos senderos de diferente longitud y dificultad. Con mi familia opté por el camino más corto que nos llevó por el bosque, donde vimos unas graciosas setas esculpidas en los troncos de los albores.

Prima di lasciare il lago di Carezza, considerato un vero gioiello delle Dolomiti, abbiamo pranzato con dei panini allo speck e formaggio nel bar che si trova vicino al parcheggio. Qui abbiamo anche assaggiato un dolce tipico dell’Alto Adige: lo strauben.

Before leaving the Carezza lake, we had lunch at a local bar close to the car park. We reflected upon the beauty of the region and the lasting memories that we are taking with us over speck and cheese sandwiches and a strauben; dessert typical for the Alto Adige (region).

Antes de salir para Bolzano, comimos en el bar que está cerca del aparcamiento con unos bocadillos con “speck” (se trata de un jamón bastante salado y tierno, típico de Alto Adige) y queso. En este café probamos también un postre típico de esta región: el strauben.